Confesercenti Bologna, Assemblea 2016: trovare insieme sinergie per ridare dignità alle PMI

La richiesta ai neosindaci e ai presidenti di Regione, per la sicurezza delle città, anche dal punto di vista del rilancio economico.

Confesercenti Bologna, Assemblea 2016: la richiesta ai neosindaci e ai presidenti di Regione di trovare insieme sinergie per ridare dignità alle PMI Si è svolta oggi all’Arena del Sole di Bologna, in contemporanea con le sedi di Roma, Milano e Napoli, l’Assemblea nazionale Confesercenti 2016.

La scelta di creare un collegamento tra queste quattro città, non è ovviamente dovuta al caso: sono alcuni dei capoluoghi in cui si sono svolte recentemente le amministrative, per dare nuove opportunità alle piccole e medie imprese dei centri urbani italiani in difficoltà anche a causa della crisi.

All’Arena del Sole era presente il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, insieme al gruppo dirigente della Confesercenti Emilia Romagna e ai presidenti e direttori delle varie sedi provinciali, oltre ad un folto numero di imprenditori.

In collegamento da Roma il presidente della Confesercenti nazionale Massimo Vivoli e il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti; da Napoli il sindaco Luigi De Magistris e da Milano il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, tutti intervistati dal giornalista Nicola Porro in diretta da Roma.

I lavori sono stati aperti con la presentazione della ricerca Confesercenti-Cer “Città più sicure, economia più forte”, che ha approfondito il tema della sicurezza non solo sul piano della legalità ma anche su quello del reddito, dei consumi e del credito, ed il costo che le incertezze hanno per l’intero sistema Paese. Incertezze che non riguardano esclusivamente il tema della sicurezza in senso stretto , ma in particolare l’insicurezza economica che vivono le famiglie italiane, e che risulta essere una delle cause del calo dei consumi.

In tema di sicurezza, Confesercenti ha annunciato, nell’ambito del protocollo sottoscritto con il Ministero degli Interni, la realizzazione, in via sperimentale, nelle quattro città, del progetto “Città più sicure”, la mappatura e messa in rete di tutte le videocamere installate presso le attività commerciali e rese disponibili alle Forze dell’ordine e che potrà, in seguito, estendersi al resto del territorio.

Per il direttore della Confesercenti E.R. Stefano Bollettinari: “I dati della ricerca Confesercenti-Cer presentati nel corso dell’Assemblea annuale nazionale dell’Associazione evidenziano ancora una volta la situazione di difficoltà vissute dalle p.m.i  del commercio e del turismo anche in Emilia Romagna dall’inizio della crisi ad oggi e la situazione di incertezza che in parte ancora permane. Tra il 2009 e il 2015 il saldo tra aperture e chiusure di esercizi commerciali in regione registra un dato negativo di oltre 8.000 imprese mentre è di quasi 4.000 quello dei pubblici esercizi e circa il 40% dei negozi chiude prima dei tre anni di vita.

Si è ridotta la spesa media mensile per beni di consumo di ogni famiglia emiliano-romagnola del 2,8% in sette anni e solo dal 2014 ci sono timidi segnali di ripresa (+0,3%).

E sempre nell’ambito temporale 2008/2014 aumentano in regione i reati denunciati alle Forze di Polizia e all’Autorità giudiziaria, compresi i reati mafiosi e i furti e rapine negli esercizi commerciali, nonché i reati legati alla contraffazione delle merci.

Le imprese regolari fanno sempre più fatica a sopravvivere – conclude Bollettinari –  occorrono al più presto provvedimenti più efficaci a tutti i livelli per il contrasto all’abusivismo commerciale, all’illegalità e agli altri fenomeni di concorrenza sleale, anche rafforzando le iniziative come quella recentemente effettuata dalla Regione Emilia Romagna nell’ambito della costa.

Sono necessari interventi di fiscalità agevolata per le piccole imprese del commercio di prossimità, così importanti per garantire un servizio diffuso al consumatore, compresa l’introduzione di canoni concordati e cedolare secca anche per gli affitti dei negozi e infine occorre rilanciare i consumi interni agendo sul potere di acquisto delle famiglie”.

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