Consumi pasquali: acquisti a rilento, ma andamento stabile. In leggera flessione i prodotti tradizionali a base di carne. Bene quelli da forno

Una Pasqua primaverile che offre i primi sentori dell’estate, all’insegna del bel tempo, invoglierà gli italiani alla prima gita al mare dell’anno. Questo comporterà un modesto rallentamento della spesa domestica a favore dei consumi fuori casa e della ristorazione.
I primi segnali dei consumi e delle aspettative degli esercenti specializzati dell’alimentazione (macellerie, pescherie, panetterie, frutterie…) non lasciano spazi a dubbi.
In presenza di una Pasqua, che giunge in un fine settimana all’insegna del bel tempo e dopo un carnevale lungo, fa presagire consumi concentrati negli ultimi giorni e tutti rivolti all’organizzazione dell’evento.
Si prevede un Pranzo Pasquale più leggero, primaverile, con maggiori varietà: asparagi, carciofi, patate novelle, oltre alle insalate a far da contorno a pranzi a base di carni o pesce, a seconda delle destinazioni, con un vero e proprio trionfo delle fragole, più 7%.
Appare in leggera flessione il consumo di agnello (sia per l’aumentata sensibilizzazione animalista, sia per la diversificazione della tradizione negli ultimi anni…). Sull’agnello pesa la politica scellerata della GDO, che usa il prodotto come prezzo civetta e banalizza, svuotandola, la tradizione con produzioni che arrivano dai Paesi dell’Est Europa. Il consumatore in questo momento sta selezionando il taglio preferendo le costolette.
Complessivamente i consumi ovini, che appaiono concentrati durante l’arco dell’anno nel periodo pasquale per il 40%, appaiono in leggera flessione con un meno 10% rispetto all’anno precedente, con circa 675.000 capi destinati alle tavole pasquali, per circa 4.725 tonnellate. I consumi sono compensati da una crescita di altre carni bianche come arrotolato di tacchino e polli disossati, conigli farciti e roast beff.
Non mancherà la tradizione della corallina, il salume pasquale mantiene il suo appeal e il suo trend di consumo, accompagnato da formaggi pecorini.
Sul fronte di consumi di dolci della ricorrenza si prevede una buona tenuta di colombe e uova pasquali, che dopo un iniziale fase a rilento spingeranno gli acquisti, insieme ai prodotti della tradizione regionale. Si rileva anche per i prodotti da forno che da un po’ di anni la domanda si concentra negli ultimi gironi, per cui stiamo entrando nella fase decisiva dell’allestimento della tavola. Anche in questo settore si sconta al concorrenza al ribasso della GDO che utilizza i prodotti della tradizione come prezzi civetta a scapito della qualità e artigianalità delle produzioni che quest’anno dovrebbero vedere 37.953.000 colombe e 50.604.000 uova di cioccolata. A favorire gli acquisti i prezzi fermi e stabili da 3-4 anni.
Non mancherà la Pizza Pasquale, la Pizza di Formaggio, nell’Italia centrale, i fiadoni salati, (pasta frolla salata a forma di ciambelle con olio, vino e formaggio vaccino), il Pane di Pasqua con salumi misti (salami, vetricina, mortadella) e diversi dolci di pasqua, a forma varia come cuore (i promessi si regalano il cuore pasquale) pupette e cavallini ricoperti di cioccolato, decorati a seconda del prodotto in Abruzzo, la pastiera di grano e/o di riso in Campania o i tradizionali dolci alle mandorle in Sicilia.
La Produzione si annuncia più in crescita nelle zone di mare. Alcune produzioni, come le Pizze al Formaggio, andranno meglio nell’entroterra.
Bene i consumi di pesce che appare con il settore ittico in crescita in questo che si annuncia come un anticipo di estate. Consumi in su, dunque, stimati per un buon 5%. Prezzi stabili. Andranno bene antipastini di mare, in sostituzione dei primi, e pesce al forno come branzino, spigola e rombi.

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