Dl fisco: Mattarella firma il decreto

 

Il presidente Sergio Mattarella ha firmato il decreto fiscale. Il testo è arrivato al Quirinale dopo l’ok della Ragioneria. Dopo l’ultimo passaggio chiarificatore nel consiglio dei ministri di sabato scorso, la bollinatura è arrivata nella tarda serata di ieri.

Il nuovo testo cancella il tetto “per singola imposta” che poteva moltiplicare le cifre “sanabili”. Ma dall’altra parte consentirà ancora, come ha sottolineato Matteo Salvini, il “saldo e lo stralcio delle cartelle di Equitalia, non solo eliminando sanzioni e interessi” come nella rottamazione, “ma anche intervenendo sul capitale. Si chiuderà il contenzioso scontando l’ammontare complessivo”.

Conte: “Aiuteremo solo chi è in difficoltà” – La modifica, ha spiegato Conte, arriverà in “sede di conversione del decreto”, con “una formulazione adeguata a tutti i contribuenti che versano in situazioni di specifiche, oggettive, difficoltà economiche”. In sostanza si dovrebbe ampliare il condono vero e proprio (cioè appunto lo sconto anche sulle imposte dovute) anche a chi ha una cartella non pagata e non solo per chi integra la sua dichiarazione dei redditi.

Ampliata la tipologia di debiti “rottamabili” – Il decreto, che andrà lunedì alla bollinatura per essere poi inviato ufficialmente al Quirinale, conterrà intanto la “rottamazione ter”, con tempi più lunghi per le rate (fino a 5 anni) e una tipologia ampliata di debiti che si possono rottamare, la cancellazione delle mini-cartelle più vecchie nel magazzino dell’ex Equitalia, quelle tra il 2000 e il 2010 entro i mille euro, ma anche il condono al 20%.

Fino a 500mila euro “sanabili” col condono – Resta infatti la possibilità “per chi ha già fatto la dichiarazione dei redditi”, come ha sottolineato Matteo Salvini, di fare una “dichiarazione integrativa speciale” che consentirà di dichiarare fino al 30% in più di quanto già comunicato al Fisco, con un tetto massimo complessivo di 100mila euro di imponibile per anno d’imposta (quindi teoricamente fino a 500mila euro in 5 anni). Si potranno quindi sanare Irpef, Irap, ritenute e contributi con lo sconto, pagando il 20% anziché le relative aliquote (per l’Irpef, ad esempio, fino al 43%), mentre per l’Iva si dovrà calcolare l’aliquota media o comunque il 22%.

 

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