Il Governo risponde all’Ue: accise e recupero dell’evasione le misure per correggere i conti

Il Tesoro sottolinea che il Pil dell’Italia nel 2016 probabilmente sarà superiore allo 0,8% stimato dal Governo

 MEF all'Ue: evasione e accise le misure in campo per correggere i conti“Una manovra correttiva danneggerebbe l’economia italiana su cui pesa già l’onere del terremoto che supera il miliardo di euro nel 2017 : per questo le misure da mettere in campo per ridurre lo scostamento dall’obiettivo di medio termine, saranno orientate alla crescita e basate sostanzialmente su tagli di spesa e aumenti di entrate, anche sul versante della lotta all’evasione”.

E’ questa la posizione che il Governo italiano ha espresso nella lettera inviata alla Commissione europea in risposta alla richiesta di una correzione dei conti pari allo 0,2% del Pil, ovvero circa 3,4 miliardi, accompagnata da un dettagliato rapporto sui fattori rilevanti che incidono sulla dinamica del debito.  “L’ammontare generale dello sforzo strutturale per riprendere il percorso verso l’obiettivo di medio termine sarà composto per circa un quarto da tagli di spesa e per la parte restante da aumenti di entrate”, spiega il Mef.

Nella missiva firmata dal ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, viene indicato il ventaglio di misure che saranno adottate nel Documento di economia e finanza: tagli di spesa che incideranno sui consumi intermedi e sui bonus fiscali, interventi sulle imposte indirette, su una o più  categorie di accise e rafforzamento delle politiche recentemente adottate che hanno portato risultati soddisfacenti, in particolare sull’Iva reverse charge e split payment.

Il Governo ribadisce che la politica di bilancio dell’Italia è “pienamente in linea con il Patto di stabilità” e che “i risultati raggiunti sul debito possono essere considerati più che soddisfacenti”. Il Tesoro sottolinea che il Pil dell’Italia nel 2016 “probabilmente sarà superiore allo 0,8% stimato dal Governo”. L’entità dell’aggiustamento, che Bruxelles calcola nello 0,2% del Pil, circa 3,4 miliardi, non è ancora chiara e sarà probabilmente definita anche alla luce dei dati sul Pil che l’Istat renderà noti a metà febbraio.

Nessun commento dalla Commissione europea. Secondo quanto riferiscono fonti comunitarie, non è previsto che alla lettera segua una risposta: le informazioni contenute serviranno a completare le previsioni economiche invernali, che la Commissione pubblicherà il prossimo 13 febbraio.

 MEF all'Ue: evasione e accise le misure in campo per correggere i contiTAGLI DI SPESA: il novanta per cento circa dei risparmi di spesa verranno dai consumi intermedi e il resto agendo sulle agevolazioni fiscali. Le misure, spiega il Governo, “seguono i significativi progressi nel controllo della spesa negli ultimi anni e saranno ulteriormente inseriti in una più completa strategia di spending review nella prossima sessione di bilancio, grazie alla riforma del bilancio recentemente approvata”.

AUMENTO ENTRATE, DA ACCISE A REVERSE CHARGE: l’aggiustamento di bilancio, sul lato delle entrate, comprenderà possibili interventi su una o più categorie di accise e sulla tassazione indiretta. Escluso l’aumento dell’Iva, si punterà soprattutto sull’ampliamento del regime del reverse charge, meccanismo con cui l’obbligo di versare l’Iva passa da chi acquista il bene o servizio a chi lo fornisce) ad altri settori che potrebbe portare nelle casse dello Stato fino a un miliardo e sullo split payment, strumento che elimina la rivalsa dell’Iva a favore del fornitore e pone gli obblighi di versamento in capo al cliente/ente pubblico.

COSTO DEL TERREMOTO: il costo del terremoto nel Centro Italia è già nel 2017 di oltre un miliardo di euro e per affrontare le spese verrà creato un fondo ad hoc. “Al momento attuale non siamo in grado di valutare l’impatto dei recenti terremoti sulle finanze pubbliche ma probabilmente sarà ben oltre il miliardo di euro già nel 2017. Per mobilitare le adeguate risorse verrà  creato un fondo dedicato”, si legge nella lettera.

COSTI DEI MIGRANTI: le spese per i migranti per il 2017 si stima possano arrivare fino allo 0,24% del Pil, ovvero circa 4,2 miliardi. “L’impatto fiscale delle spese per i migranti in Italia calcolato dal Fmi è anche più alto, fino allo 0,24% del Pil nel 2016”, si legge nel rapporto sui fattori rilevanti per la dinamica del debito che accompagna la lettera inviata a Bruxelles.

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