Istat: Confesercenti, nel 2017 rallenta ripresa consumi, timori anche per il 2018

Bene risoluzione su DEF e IVA, con aumento a rischio 20 miliardi di spesa in tre anni

L’Istat conferma quello che abbiamo sempre sostenuto: la ripresa dei consumi delle famiglie sta rallentando di nuovo. E anche le prospettive del 2018, almeno a giudicare dalle vendite registrate nella prima metà dell’anno, non sono convincenti. A questi ritmi ci vorranno almeno altri due anni per tornare ai livelli di spesa registrati prima della crisi. Un passo decisamente troppo lento per arrestare l’emorragia di esercizi commerciali, iniziata nel 2012 e che ancora continua. Solo nel 2017 sono spariti altri 10mila negozi, circa 25 al giorno.
Così Confesercenti sui dati diffusi oggi da Istat.

La crescita della spesa media familiare per lo scorso anno, al netto dell’inflazione, è in deciso peggioramento rispetto alla performance dello scorso anno, già non troppo brillante. A pesare, come sempre, sono le spese fisse, che assorbono oltre un terzo del budget degli italiani. E che dovrebbero incidere anche nel 2018, vista la crescente pressione sui prezzi dovuta agli energetici, carburanti in primis. In questo scenario di ripresa troppo debole, ancora caratterizzato da forti segni di incertezza, è assolutamente necessario scongiurare gli incrementi delle aliquote IVA – e delle accise su benzina e gasolio – previsti dalle clausole di salvaguardia.

Riteniamo dunque assolutamente positiva e necessaria la risoluzione sul Def presentata oggi nell’Aula della Camera, che impegna la maggioranza a favorirne il disinnesco degli incrementi: se scattassero, infatti, assesterebbero un colpo gravissimo ai consumi, con un impatto di mezzo punto già nel 2019, e mettendo a rischio oltre 20 miliardi di euro di crescita della spesa delle famiglie nell’arco del prossimo triennio.

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