P.A., la riforma Madia è legge

Sì definitivo del Consiglio dei ministri ai decreti sugli statali

 

Il Consiglio dei ministri ha dato ieri il via libera definitivo ai due decreti che compongono la riforma, e che introducono numerose novità nel pubblico impiego, dalla riduzione del precariato ad un nuovo codice dei licenziamenti, passando per la creazione di un polo unico Inps per le visite fiscali e la revisione dei sistemi di valutazione dei dipendenti pubblici. Un intervento che permette anche, dal punto di vista normativo, di riaprire i tavoli per i rinnovi contrattuali nella P.A. Ecco nel dettaglio le novità della riforma appena approvata.

Arriva la valutazione, Statali licenziati se ‘bocciati’ per tre anni di fila

La riforma Madia abolisce definitivamente le tre fasce di produttività fissate dalla vecchia legge Brunetta. I nuovi criteri prevedono la “valutazione della performance” dell’intero ufficio in termini di servizi resi. Chi riceve per tre anni consecutivi una valutazione negativa per scarso rendimento potrà essere mandato a casa. Gli effetti di una ‘pagella negativa’ saranno determinati su un doppio binario: il lato economico spetta al contratto, quello disciplinare (che dopo 3anni può portare al licenziamento) all’amministrazione, in base al piano delle performance. Introdotte nuove sanzioni anche per gli assenteisti del weekend.

Assunzione dei precari

La riforma prevede l’assorbimento tra il 2018 ed il 2020 dei lavoratori precari della P.A. ‘storici’. Requisito richiesto per la stabilizzazione: che il lavoratore abbia lavorato almeno tre anni – anche non continuativi – negli ultimi otto presso una o più amministrazione pubbliche, e che abbiano maturato i requisiti ‘ (che devono aver maturato i requisiti richiesti entro il 31 dicembre del 2017. Per loro un doppio canale: chi è entrato per concorso potrà essere assunto direttamente mentre per gli altri ci sarà una riserva (50%) nelle future prove. Saranno, infatti, ammessi al piano tutti coloro che risultano titolari di un rapporto di lavoro dal momento in cui è scattata la riforma ‘madre’, da cui i provvedimenti in questione discendono (28 agosto 2015).

Stop ai premi a pioggia

I contratti della P.A: dovranno assicurare una differenziazione dei giudizi, per mettere fine a una distribuzione a pioggia dei premi nei confronti di tutti i dipendenti, al di là del merito. I cittadini potranno dire la loro sulla qualità dei servizi e il loro giudizio conterà ai fini del ‘voto’.

Più facile licenziare i ‘furbetti del cartellino’

Tra i punti cardini dell’intervento, un nuovo codice disciplinare per i dipendenti statali. I casi previsti per il licenziamento passano da 6 a 10: saranno dunque licenziabili i cosiddetti “furbetti del cartellino”, gli assenti ingiustificati, i dipendenti che faranno false dichiarazioni per ottenere promozioni, chi violerà in modo grave e reiterato i codici di comportamento. Potranno essere licenziati anche i dirigenti che, volontariamente, non hanno attivato e concluso i procedimenti disciplinari. Il tempo massimo per concludere l’azione disciplinare viene riportato a 120 giorni dai 90 precedentemente previsti, ma per i casi di illeciti colti in flagranza, come per i ‘furbetti del cartellino’, l’azione per il licenziamento deve concludersi in 30 giorni.

Visite fiscali anti-assenteisti

Per rafforzare i controlli sulle assenze per malattie, la competenza delle visite mediche fiscali viene trasferita dalle Asl ai medici dell’INPS; con la creazione di un polo unico per pubblico e privato. Il polo unico sarà a regime dal primo settembre, con gli stessi orari di reperibilità nel pubblico e nel privato.

Stop ai premi a pioggia

I contratti della P.A: dovranno assicurare una differenziazione dei giudizi, per mettere fine a una distribuzione a pioggia dei premi nei confronti di tutti i dipendenti, al di là del merito. I cittadini potranno dire la loro sulla qualità dei servizi e il loro giudizio conterà ai fini del ‘voto’.

Assunzioni in base ai reali fabbisogni

Per il reclutamento degli statali da qui in futuro, spiega Madia, si punterà sui fabbisogni reali delle amministrazioni e non più sulle piante organiche. “Dati alla mano – ha spiegato il ministro Madia – siamo consapevoli che abbiamo bisogno di riaprire le assunzioni del pubblico impiego, di far entrare i giovani; da un buon reclutamento si determina un buon futuro ma non abbiamo la necessità di fare entrare giovani di qualunque professionalità ma di stare attenti a far entrare le professionalità che servano all’amministrazione per far arrivare i servizi ai cittadini”.

Carte in regola per lo sblocco di contratti

Ora “abbiamo le carte in regola per lo sblocco dei contratti nel pubblico impiego”, commenta il Ministro per la Pubblica Amministrazione Marianna Madia. “I due decreti approvati mi consentiranno di riaprire una normale stagione contrattuale, bloccata dalla legislazione ereditata”. Un traguardo festeggiato anche dai sindacati.  Per il segretario generale della Cgil Susanna Camusso “adesso occorre dare il via effettivo ai tavoli contrattuali, attraverso il necessario atto di indirizzo che la ministra Madia deve rapidamente approvare”.  Al tempo stesso, sottolinea, “il Governo deve garantire le risorse per confermare gli impegni economici assunti nell’accordo del 30 novembre e per sostenere un piano straordinario per l’occupazione, finalizzato al superamento del precariato e al potenziamento dei servizi”.

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