Pescara, Area di risulta, Confesercenti e CNA: “Ecco le nostre proposte di modifica”

I presidenti Raffaele Fava e Cristian Odoardi: “Per commercianti ed artigiani irrinunciabili profonde correzioni, ma non ci faremo trascinare nei comitati elettorali”

“Assieme ai commercianti, agli esercenti ed agli artigiani iscritti e non iscritti alle nostre confederazioni, abbiamo predisposto una piattaforma con la quale chiediamo profonde correzioni al progetto dell’area di risulta”. Lo affermano i presidenti provinciali di Confesercenti, Raffaele Fava, e Cna, Cristian Odoardi, assieme ai direttori delle associazioni imprenditoriali Gianni Taucci e Carmine Salce.

“Chiediamo che il testo della delibera indichi per iscritto alcune linee guida vincolanti per la scrittura del bando di gara, così da garantire il rispetto di punti che riteniamo inderogabili”. Al primo posto c’è il costo dei parcheggi: nella piattaforma Confesercenti-Cna si chiede che sia messo per iscritto che “il costo orario non superi i 2 euro per la prima ora e 1,5 euro dalla seconda ora in poi, così da non disallineare il costo futuro rispetto al costo attuale”, mentre per gli abbonamenti si chiede che il costo non superi i 50 euro mensili per le fasce orarie occupate prevalentemente dai lavoratori. Il secondo punto riguarda i manufatti, ovvero i cosiddetti silos: “Il bando di gara deve prevedere necessariamente parametri di altissima illuminazione interna ed esterna, vigilanza h24 ed elementi di arredo urbano, artistici ed innovativi che garantiscano l’integrazione di questi edifici nel salotto buono della città”. Sempre sul tema parcheggi, Confesercenti e Cna chiedono che qualora si realizzi il terminal bus fuori dall’area di risulta, come si sta ragionando su Porta Nuova o sull’aeroporto, “gli spazi previsti per il terminal centrale siano riconvertiti a posti auto, così da incrementarne il numero”.

Il terzo punto affronta il nodo dell’incubatore culturale: “Bisogna realizzare il nuovo palazzo della cultura e dell’intrattenimento, con sala concerti, sala esposizioni, teatro da 2000 posti, contenitore culturale multimediale e innovativo per tutte le generazioni a partire dai bambini, che garantiscono l’arrivo di famiglie nel centro commerciale naturale. Puntiamo a soluzioni che consentano anche l’uso dell’arena all’aperto di 3 ettari per concerti ed eventi culturali, con la presenza di strutture adibite a bagni pubblici a pagamento altamente automatizzati e zone food e commerciali esclusivamente dedicate alle arti e alle esposizioni”.

La quota di superficie commerciale, secondo un altro punto della piattaforma Confesercenti-Cna, va meglio vincolata: “Almeno il 50 per cento deve essere destina al food, il 30 per cento ai servizi di logistica necessari per il rifornimento del centro commerciale naturale e solo il 20 per cento a nuove attività commerciali, comunque collegate alle funzioni culturali”.

Quanto alle aree verdi, la Confesercenti e la Cna chiedono “la riduzione di 2 ettari per cessione dello spazio alle attività connesse al centro espositivo culturale” e inserire un nuovo vincolo: “La grande area verde non sia solo un parco, ma un’area attrezzata e visitabile, un museo a cielo aperto su botanica e fiori, con percorsi sensoriali e vie ciclopedonali con centri di assistenza a chi va in bici. L’idea del semplice parco ci continua a preoccupare per via della sicurezza”. In tutta l’area, chiedono le due associazioni, “vanno comunque garantite massima sicurezza, vigilanza costante, bagni pubblici altamente automatizzati e una illuminazione efficiente”. Infine Confesercenti e Cna chiedono “la collaborazione con enti di ricerca e università per fare del parco centrale di Pescara non una riserva boschiva, ma una vera e propria attrattiva turistica attorno al polo culturale espositivo”.

Richieste “che non possono essere esaurite con una semplice dichiarazione di intenti: chiediamo che diventino parte integrante e vincolante della delibera da approvare in Consiglio comunale”.

“Queste richieste – concludono Fava e Odoardi – dimostrano la volontà di dare un contributo propositivo e innovativo al dibattito cittadino, senza chiusure culturali né battaglie di retroguardia. Lo abbiamo fatto anche alla fine della passata consiliatura sul tema della chiusura di corso Vittorio Emanuele, con confronti propositivi fra commercianti e tecnici dell’Amministrazione. Sulla base di queste proposte, cercheremo anche il confronto con le altre associazioni di categoria, convinti da sempre della importanza dell’unità della categoria. Ma siamo altrettanto certi che non ci faremo trascinare nei comitati elettorali: c’è la sensazione molto amara che altre associazioni di categoria abbiano assunto posizioni forti solo per tirare la volata a singoli candidati. La Confesercenti e la Cna invece ribadiscono la propria indipendenza da qualunque schieramento”.

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