#Confesercenti2017, Presidente Camera Boldrini: soddisfazione per elezione donna alla guida di Confesercenti

Rete diffusa di esercizi commerciali e botteghe artigianali patrimonio storico della nazione

“Sono felice che abbiate eletto una donna alla guida di Confesercenti”. Così la presidente della Camera, Laura Boldrini, aprendo il suo intervento all’Assemblea dell’Associazione, che ha eletto alla presidenza.
“La Confesercenti, ha detto Boldrini, è la prima organizzazione della piccola e media impresa ad averlo fatto, un’organizzazione grande e importante. Il lavoro e l’imprenditoria femminile vanno incoraggiati perché se le donne vanno avanti, il Paese va avanti e si sviluppa,  ha sottolineato. Per le donne è difficile raggiungere ruoli di vertice, fatichiamo tanto, il doppio, perché c’è un pregiudizio e noi dobbiamo fare da traino per le altre donne e dobbiamo batterci perché ci sia veramente la parità e devono farlo anche gli uomini e quelli di Confesercenti lo hanno fatto”.
“Porre all’attenzione il tema dell’avanzamento delle donne nella società – ha continuato Boldrini – è porre il tema del progresso dell’intera società. Perché dalla posizione che queste rivestono se ne deduce anche il livello di sviluppo del paese. In Italia solo il 47% delle donne lavori a fronte del 60% della media europea e che solo una minoranza di donne hanno la possibilità di avviare e gestire un’attività imprenditoriale, mentre è dimostrato che ilPil cresce nelle società dove più donne lavorano ed è dimostrato che in tante professioni qualificate le donne riescono come o meglio degli uomini. Ma stiamo già affilando le armi per la prossima legge di stabilità. E aspettiamo anche quest’anno le vostre proposte per incentivare il lavoro e l’imprenditoria femminile”.

“Le tasse devono essere sostenibili, eque e progressive – ha sottolineato la presidente della Camera, Laura Boldrini – lo dice la nostra Costituzione: chi accumula grandi ricchezze ha il dovere di contribuire di più al Paese, ha più responsabilità. L’ascensore sociale è bloccato. Alcuni, pochi, si sono arricchiti tantissimo, ma la ricchezza di pochi resta nelle mani di pochi e non avvantaggia il Paese. Oggi i manager guadagnano centinaia di volte di più degli operai dei dipendenti. Quindi occorre porre fine alle politiche di austerità, mentre serve un programma di investimenti pubblici e privati”.

“Il lavoro e l’imprenditoria femminile vanno sostenuti e incoraggiati, ha sostenuto Boldrini. Se lo facciamo è tutta la società che cresce, evolve e progredisce. In questi anni ne abbiamo discusso insieme, alla Camera, con le donne delle organizzazioni sindacali e imprenditoriali in occasione delle leggi di stabilità. Quelle idee e quelle proposte si sono trasformate in emendamenti che l’Intergruppo delle deputate per le questioni di genere che ho voluto istituire per la prima volta alla Camera, ha presentato in Commissione e poi in Aula. Alcuni di questi emendamenti sono stati accolti in modo completo o parziale. Altri no. Ma stiamo già affilando le armi per la prossima legge di Stabilità. E aspettiamo
anche quest’anno le vostre proposte per incentivare il lavoro e l’imprenditoria femminile”.
“Nella globalizzazione una nazione si afferma se sa distinguersi, non se si omologa a tutte le altre – ha concluso la Presidente della Camera. Se valorizza la sua identità, non se copia le caratteristiche di altri. Locale e globale marciano insieme. A condizione, ecco il punto di novità, che anche le straordinarie innovazioni tecnologiche di cui oggi possiamo disporre vengano messe al servizio di questa strategia di valorizzazione. Il digitale può e deve essere il sistema nervoso che connette e da’ forza alle piccole e piccolissime imprese, che le mette in rete, che le dota di
servizi di qualità. Ecco – ha aggiunto – la scommessa che l’Italia deve fare su se stessa. Tutti si sono accorti, non solo voi diretti interessati, che le gravi difficoltà  economiche e sociali dell’ultimo decennio hanno colpito duramente quella capillare rete commerciale che è uno dei migliori biglietti da visita del nostro Paese, che non è  soltanto una risorsa economica, ma ha anche, per le nostre città, un valore storico e civile. Dice il secondo comma dell’articolo 9 della Costituzione ‘la Repubblica tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della nazione. Che cosa è il paesaggio, in un Paese come l’Italia? Certamente i suoi oltre 7000 chilometri di costa, i suoi boschi, le sue colline, le sue montagne. Il paesaggio è tutto questo e va tutelato. Ma sono anche – ha rilevato – borghi storici che nell’Italia centrale e non solo rischiano lo spopolamento. E del paesaggio italiano fa parte a pieno titolo la rete diffusa di esercizi commerciali e botteghe artigianali che appartengono, cito di nuovo la Costituzione, al ‘patrimonio storico’ della nazione”.

 

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