Prezzi: qualcosa si muove, ma prevale l’inflazione da energetici

Da Pasqua e Ponti di primavera arrivano segnali incoraggianti per il turismo

 

La ripresa dei prezzi si consolida ad aprile, ma l’aumento è dovuto solo in minima parte ad un rafforzamento della domanda dei consumatori. A correre, infatti, è soprattutto l’inflazione ‘cattiva’, trainata dal generale rialzo dei prezzi dei beni energetici, che a sua volta si ripercuote su altre voci. Ma c’è anche qualche segnale incoraggiante: gli aumenti registrati sul fronte dei servizi ricreativi, ricettivi e dei trasporti sembrano infatti riflettere un buon andamento dei consumi turistici, grazie al volano delle festività di Pasqua e dei Ponti di primavera.

Così l’Ufficio Economico Confesercenti sull’indice dei prezzi ad aprile diffuso oggi da Istat.

Complessivamente, i dati Istat restituiscono un quadro fatto ancora di molte ombre, tra le quali si inizia però a scorgere un po’ di luce. L’accelerazione generale dei prezzi è da attribuire sostanzialmente alla vivacità dei beni energetici; rientrano invece gli alimentari non lavorati dopo il mini-boom di inizio 2017 dovuto a fattori stagionali. Soprattutto, torna a crescere la componente di fondo dell’inflazione, in aumento di quattro decimali rispetto a marzo. Segnali probabilmente positivi, ma che vanno confermati in uno scenario ancora caratterizzato dall’incertezza. Il mancato miglioramento dei conti pubblici – come emerge dal record di aumento del debito – getta una pesante ipoteca sulla manovra di fine anno, che temiamo possa essere fortemente restrittiva. Una possibilità preoccupante: la nostra economia ha bisogno di investimenti per la crescita, non di ulteriori tagli. Soprattutto se si considera che l’aumento complessivo dei prezzi porterà, se non accompagnato da un rafforzamento della crescita economica, alla riduzione del potere d’acquisto, ponendo un nuovo ostacolo alla ripresa della spesa delle famiglie, la voce che finora più ha contribuito a riportare in territorio positivo il Pil italiano.

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