Renzi, “Taglieremo 20 miliardi di spesa, lunedì incontro con i ministri”

“Valuterò con loro tagli del 3% per ogni dicastero. Bonus rimane, diamo respiro alla classe media”

Il governo sta studiando tagli alla spesa pubblica “non per 17 miliardi ma per 20  miliardi di euro, perché intendiamo liberare risorse da investire nei  settori strategici come l’istruzione e la ricerca senza aumentare le  tasse”.

A rivelarlo è il premier Matteo Renzi, in un’intervista al direttore de “Il Sole 24 Ore  Roberto Napoletano.

“Ho qui il bilancio dello Stato, questa estate me lo sono studiato bene, sono più di 800 miliardi di spesa pubblica, e credo che sia arrivato il momento di cambiare metodo. Lunedì -annuncia quindi il Presidente del Consiglio – incontrerò tutti i ministri con il ministro dell’Economia Padoan e valuterò con loro tagli del 3%  per ciascun ministero”. “Nei fatti -sottolinea- ogni ministro potrà e  dovrà valutare le singole spese da tagliare. Le posso garantire che da tagliare ce n’è, se una famiglia può risparmiare 40/50 euro su un  budget sui duemila, non vedo perchè lo Stato non possa fare  altrettanto avendo a disposizione una spesa di 800 miliardi”.

Renzi ha inoltre confermato le ipotesi di allargamento del bonus. L’obiettivo dell’intervento, spiega, è “dare un senso di giustizia sociale e sostenere il potere d’acquisto del ceto medio che è stato tartassato in questi anni e non ha mai visto un intervento di riduzione delle tasse così significativo. Quindi non solo lo confermo, ma se riesco lo allargo”. Anche perché – aggiunge il premier – il bonus “darà i suoi effetti perché verrà confermato e percepito finalmente come strutturale. Deve essere stabile, e percepito come tale. Il ceto medio ha bisogno di respirare”.

Il premier Matteo Renzi difende anche la scelta di non aver inserito la riforma delle partecipate degl enti locali nello sblocca Italia: “Sarebbe stato un errore. Ho fatto il sindaco e ho sempre sofferto la schizofrenia legislativa”. Sulla questione per il presidente del Consiglio e’ necessario “intervenire in modo organico”. Tra vendite e aggregazioni Renzi ritiene piu’ utile aggregare: “credo possa rivelarsi piu’ utile favorire processi di aggregazione facendo attenzione  a distinguere le singole situazioni”. La vendita, infatti, “riguarda alcuni Comuni”. Cdp e fondo strategico possono fare “i promoter delle aggregazioni”. L’obiettivo e’ passare da
8mila aziende a mille. “Se poi si vendono o si quotano meglio”.

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