Tari, una babele senza controllo. Confesercenti il 25 ottobre organizza l’Energy e Tari Day

Nel commercio si passa dagli oltre 4.802 euro di Venezia ai 607 di Novara

 

Confesercenti nazionale, con Federconsumatori e ISSCON, organizza, domani 25 ottobre, l’Energy e Tari Day una giornata dedicata al risparmio energetico e alla corretta applicazione della Tari. L’evento, che si diramerà nelle sedi territoriali Confesercenti di 44 città italiane, si propone di diffondere le migliori pratiche per conseguire più efficienza e meno spesa, attraverso un uso consapevole e responsabile dell’energia da una parte e la corretta applicazione della Tari dall’altra.

“Nel nostro paese – dice Valter Giammaria responsabile Area Ambiente Confesercenti – la Tari è una babele senza controllo.  Nel 2016 la spesa media in bar e ristoranti è stata di 1.646 euro l’anno; rispetto al 2015 si registra un aumento dello 0,8%, 12,5 euro l’anno. Le regioni del centro sono quelle dove la spesa è maggiore (1.719 euro l’anno). Le regioni dove la spesa per i rifiuti solidi urbani è più alta sono Liguria (2.453 euro/anno) e Lazio (2.148), ma lungo la Penisola si passa dai 4.802 euro pagati a Venezia ai 607 di Novara.  La spesa media annua negli alberghi con ristoranti è di 6.883 euro, in aumento di 6 euro rispetto al 2015. La stessa mancanza di chiarezza regna nel mercato dell’energia elettrica e del gas, dove la scelta del gestore è un salto nel buio. Le pmi, al centro di un autentico cambio di scenario, dovranno optare tra diverse offerte del mercato libero. Uno scenario che ha portato le famiglie a cambiare continuamente gestore perché c’è confusione su tariffe, vantaggi e svantaggi delle diverse offerte. Con questa giornata vogliamo mettere in evidenza i ritardi e le contraddizioni della liberalizzazione del mercato elettrico e l’eterogeneità applicativa della Tari, in tutt’Italia, anche alla luce del fatto che Governo ha previsto il superamento della tutela di prezzo nel settore elettrico, per le famiglie e le piccole imprese, dal 1° luglio 2019”.

Da una ricerca Confesercenti, ISSCON e Federconsumatori, sulla Tari emerge che la gestione dei rifiuti in Italia riguarda un settore la cui produzione annua tende a calare. Nel 2015 (ultimi dati Isspra) sono stati prodotti 29,5 milioni di tonnellate di rifiuti urbani, con una diminuzione dello 0,4%, rispetto all’anno precedente. Una riduzione complessiva, rispetto al 2011, di 1,9 tonnellate pari al 5,9%. A calare maggiormente è il centro Italia -0,8%, mentre il Nord si mantiene sulla media nazionale -0,4%. Al Sud la produzione si contrae dello 0,2%. La produzione pro capite dei rifiuti è di 487 chili per abitante (494 al Nord, 543 al Centro e 442 al Sud) a fronte di una media europea dei 28 paesi di 481 kg/abitante. Nel 2015 la raccolta differenziata ha raggiunto il 47,5% della produzione nazionale con un aumento del 2,3% sul 2014 superando i 14 milioni di tonnellate. Il miglior risultato lo si registra al Nord con il 58,6%, il 43,8 al Centro e il 33,6% per il Sud e le Isole, dove pare si segnalano realtà molto virtuose. Durante il periodo 2010-2015 la percentuale di raccolta differenziata è aumentata mediamente del 30%”.

“Questi dati risentono della recessione e di una cultura e processi più attenti nel produrre meno rifiuti, dice il Presidente ISSCON, Rosario Trefiletti. Il settore della raccolta differenziata, aggiunge, si sviluppa in 463 aziende che occupano 81.000 addetti con un fatturato di 10,3 mld di euro annui. La somma dei 10,3 mld di euro è quanto pagano complessivamente, in un anno, le utenze domestiche e non domestiche degli 8000 comuni italiani. Un importo rilevante dove si registrano realtà efficienti ed altre meno, in un quadro di luci e ombre”.

“I recenti provvedimenti relativi alla cosiddetta liberalizzazione del mercato dell’energia elettrica e del gas rischiano di produrre un ingiustificato aumento delle tariffe e di riprodurre una condizione di monopolio – sottolinea il Presidente Federconsumatori Emilio Viafora. Per quanto riguarda la Tari, la riduzione di risorse trasferite ai comuni ha determinato un calo di trasferimenti dal centro alla periferia, in particolare sugli investimenti nel settore rifiuti del 24% negli ultimi 8 anni, scaricandone i costi sui bilanci delle famiglie e delle imprese: i dati di questi ultimi 6 anni rilevati dall’Osservatorio Federconsumatori lo testimoniano. E’ necessaria una politica di gestione dei rifiuti che trasformi questi ultimi in risorse”.

Nel corso della giornata le principali Sedi dell’organizzazione attiveranno lo sportello Energia Ambiente, aprendo le porte alle imprese interessate per fornire, gratuitamente, consulenza.

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