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Confesercenti, Confcommercio, Confartigianato, Cna, Casartigiani: "No a questi studi di settore"
Si è svolta, a Milano, la conferenza stampa congiunta organizzata da Confesercenti, Confcommercio, Confartigianato, Cna, Casartigiani, per protestare contro gli appesantimenti degli studi di settore e contro il mancato rispetto, da parte del governo, dei contenuti del protocollo di intesa siglato nel dicembre 2006. Le cinque organizzazioni imprenditoriali hanno puntato il dito contro i nuovi indicatori di “Normalità Economica” applicati agli studi di settore e hanno espresso il loro dissenso per una situazione generale di continue vessazioni nei confronti delle Pmi. Nel mirino delle associazioni delle Pmi, l'incremento delle imposte realizzato attraverso basi imponibili allargate, la duplicazione di imposta per effetto di ''una pretestuosa'' lotta all'evasione fiscale e i nuovi e pesanti adempimenti imposti per combattere il sommerso. Per questo hanno siglato un documento unitario da presentare all'esecutivo nella speranza di ottenere un alleggerimento complessivo degli studi di settore.
‘Questa è la seconda iniziativa unitaria delle confederazioni del commercio e dell’artigianato’. ‘Siamo qui - afferma il presidente della Confesercenti, Marco Venturi, per protestare contro gli ulteriori appesantimenti degli studi di settore, perché non vogliamo che il nuovo attacco fiscale alle PMI, che rappresentano il 70% della ricchezza prodotta ed il 72% degli occupati del nostro Paese, si trasformi in una valanga che distrugge tutto ciò che incontra’. ‘Molte imprese ci dicono di essere a rischio chiusura e con essa sono a rischio molti posti di lavoro. Al Governo ed al Parlamento chiediamo, unitamente, di fare un passo indietro, di rinunciare ad inaccettabili forzature sugli studi di settore e di attuare rapidamente i più volte promessi provvedimenti di semplificazione fiscale’.
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Notizia del 08/06/2007
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