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Fisco, Tremonti: puntare a riforma. Più attenzione alle famiglie.
Il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, pensa ad un nuovo sistema fiscale e, durante i consigli generale Cisl e Uil sulla fiscalita', lancia una propria ricetta: colpire la speculazione e l'uso e il 'consumo' dell'ambiente, dedicando piu' attenzione a famiglia, lavoro, ricerca e ambiente. il tutto nel rispetto dei vincoli di mercato ed europei. ''Abbiamo il dovere civile di accendere alcuni lumi su un sistema selettivo'', ha detto il ministro.
Il ministro dell'Economia ipotizza ''un sistema che deve avere un bonus, cioe' un segnale in favore per alcune voci ed un malus per altri''. Quando Tremonti parla di malus si riferisce alle speculazioni finanziarie e al consumo dell'ambiente. Viceversa, nel nuovo sistema fiscale che ipotizza, segnali positivi sarebbero destinati a famiglie, lavoro, ricerca e ambiente. Seppure quest'ultimo potrebbe rappresentare un ''driver'' dello sviluppo. Per fare questo percorso, il ministro ipotizza di iniziare anche con il contributo diretto dei sindacati, bisogna pero' - spiega - tener conto dei vincoli del nostro paese, tra questi ''il terzo debito pubblico del mondo, il primo in Europa che influisce anche sui redditi e risparmi dei lavoratori non italiani''. Per questo, secondo il ministro, ''il vincolo europeo non e' arbitrario''. C'e' poi da tener conto ''del vincolo esterno dei mercati su cui collochiamo titoli pubblici. E dietro i mercati ci sono i fondi di investimento che a loro volta investono in pensioni''. Insomma, secondo il ministro, dal punto di vista fiscale, ''e' fondamentale un rapporto piu' simile fra cittadini e Stato. Non possiamo fare il 'future' fiscale, perche' se sbagliamo, a pagare saranno i piu' deboli''. Per quanto riguarda la crisi economica, il ministro rivendica l'azione non solo del Governo ma dell'intero paese: ''Il nostro paese ha retto e saputo gestire. Credo che possiamo andare in giro con la testa alta. La crisi pero' ha un impatto, un costo attraverso l'espansione del debito che puo' arrivare a percentuali alte. Noi non abbiamo fatto spesa a debito. Ora non possiamo ignorare la realta' ma neanche rinunciare ad avere una visione sul nostro futuro''.
In precedenza i Consigli Generali della cisl e della Uil avevano avanzato proposte per una riforma del sistema fiscale meglio orietnata verso il lavoro e la famiglia dopo che per "30 anni tutti i Governi hanno deluso fortemente lavoratori e pensionati" secondo le parole del leader della Cisl Bonanni che spiega anche così l'uscita "a due" Cisl-Uil sul fisco senza la Cgil: "Gli amici della Cgil ci hanno chiesto perche' non facciamo la battaglia fiscale insieme. Le battaglie non si fanno con i polveroni, ma con impegno costante e siamo stufi di chi va sempre in cerca di cose superlative, mentre non si occupa delle cose minime". "Agli amici della Cgil dico che siamo vocati al rapporto unitario, ma aspettiamo la loro disponibilita' a comporsi". Secondo i resoconti di agenzia queste le principali proposte avanzate da Cisl e Uil che hanno avuto anche una apertura da parte di Emma Marcegaglia presente all'assemblea. Sette i punti del nuovo progetto Cisl-Uil , per ora senza una stima dei costi, da una riduzione del carico fiscale, che prevede l'aumento della detrazione da lavoro dipendente, la sterilizzazione dell'effetto del fiscal drag ma soprattutto il taglio dal 23 al 20% e dal 38 al 36% della prima e terza aliquota Irpef; al sostegno alla famiglia con l'aumento degli assegni familiari nell'immediato e la creazione in prospettiva di un nuovo strumento che accorpi detrazioni e vecchi assegni. E ancora: dalla lotta all'evasione all'armonizzazione della tassazione sulle rendite, fino all'incentivazione del secondo livello di contrattazione. Il tutto, nel quadro di un federalismo fiscale e senza dimenticare la necessita' di un taglio di tasse anche a favore delle imprese.
Notizia del 15/12/2009
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