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Venturi: “Turismo culturale opportunità da non perdere”

“Da 14 anni questa manifestazione indica una via certa per costruire lavoro e benessere, salvaguardare cultura e tradizioni, garantire coesione sociale. Beni ancor più preziosi in una fase di crisi lunga e profonda come quella che attraversa la nostra economia.
Istituzioni e politica non commettano l’errore di sottovalutare ancora una volta il grande ruolo economico e sociale del turismo culturale che può dare una forte spinta a destagionalizzare l’offerta turistica nel nostro paese, troppo concentrata nei mesi estivi. Istituzioni e politica però non possono pensare che basti la notorietà dei nostri tantissimi monumenti ed opere d’arte per attrarre i turisti, serve invece una attenta e diffusa azione di promozione che fronteggi la concorrenza internazionale.
Tenendo un piede nel futuro con l’uso intelligente delle nuove tecnologie e di internet, ed uno nel nostro passato migliore con la valorizzazione delle nostre tradizioni popolari, dell’enogastronomia, di mostre ed iniziative in grado di valorizzare il grande patrimonio artistico ed archeologico di quelle vere e proprie miniere che sono le tantissime città d’arte sparse sul territorio.
Il turismo culturale già oggi produce il 36% del fatturato complessivo di questo settore, con una spesa pro-capite che tocca in media il 42%. Ma la necessaria promozione di questo turismo da sola non basta per assicurare la soddisfazione dei turisti, specie quelli stranieri che sotto i colpi della crisi – e a causa delle oscillazioni dei cambi valutari - sono scesi dal 58-57% del 2007 a sotto il 50% nei mesi della crisi. 
E’ fondamentale che il Paese recuperi i suoi tradizionali ritardi: nelle infrastrutture, nei trasporti, nella qualità urbana, nell’approvvigionamento idrico specie nel sud, nella diversificazione energetica. E. ovviamente, con una adeguata competitività in materia di prezzi.
E’ giunto il momento di voltare pagina e valorizzare le Pmi del settore turistico comprendendo che non si può imporre loro di fare le stesse cose delle grandi imprese e che costituiscono una ricchezza, una grande opportunità per ridare forza alla crescita economica, ma anche per assicurare alle nostre città un’anima ed una vitalità che altrimenti rischierebbero di perdere. 
In questa arroventata campagna elettorale per le elezioni regionali di questi temi abbiamo davvero sentito poco e niente. Invece avremmo voluto che i candidati Presidenti alle regioni si esprimessero con impegni concreti, con assunzioni di responsabilità chiare: ad esempio unendosi a noi nel rivendicare l’abbattimento dell’Iva per il turismo e per allentare la morsa del fisco sulle Pmi specialmente in una fase recessiva così pesante.
Ecco perché noi continueremo a batterci con determinazione per ridurre l’impatto degli studi di settore sulle Pmi e, sul terreno del credito, per prolungare la moratoria sui debiti a tutto il 2010.Se non si fanno respirare le Pmi in una fase così difficile si commette un grave errore che ci è costato finora 78 mila imprese in meno nel commercio e turismo (nel solo turismo 11 mila) ed oltre 200 mila posti di lavoro perduti.
Con un sostegno all’altezza delle difficoltà della situazione invece si può ricreare quella fiducia capace di stimolare gli investimenti, le riqualificazioni, le migliorie ed anche servizi innovativi per i turisti. C’è ancora una cultura troppo industrialista: invece il turismo è una risorsa preziosa che merita più attenzione per la capacità di creare imprese e lavoro. Cosa si aspetta allora a coordinare l’azione di istituzioni centrali e locali finalizzando al meglio progetti, decisioni e risorse da investire? Non c’è più tempo da perdere.




Notizia del 03/03/2010

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