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Pec al via: la posta elettronica certificata avvicina Stato e Pmi

Firmato il protocollo di intesa fra la Funzione Pubblica e R.E TE: Imprese italia per l'adozione della Pec (posta elettronica certificata) che punta a semplificare e rendere più rapidi i rapporti fra Pubblica amministrazione , imprese e cittadini. Il Ministro Brunetta ha definito questo passo la vera riforma della Pubblica amministrazione, fondamentale per migliorare la vita delle imprese erd ha informato che l'obiettivo è di colelgare entro la fine dell'annoi 6 milioni di utenti fra imprese, professionisti e cittadini.E, con loro 25 mila enti
della pubblica amministrazione. Tutti in rete per scambiare informazioni e pratiche burocratiche
con il bollo della certificazione, come ci si affidasse (ma
online) ad una raccomandata con ricevuta di ritorno. amministrazione". . Ad oggi, secondo il Ministro, la posta elettronica certificata riguarda 1 milione di professionisti, circa 400 mila imprese, poco piu¹ di 300 mila cittadini e 11 mila istituzioni centrali e locali della pubblica amministrazione.
L'accordo con Rete imprese Italia allarga la platea ai 2
milioni e mezzo di imprese associate; ma si vuol anche
raddoppiare il numero dei professionisti che se ne doteranno e raggiungere un milione di cittadini mentre, ha assicurato il
ministro dell'Innovazione, nella pubblica amministrazione
"contiamo di arrivare a 25 mila pec funzionanti" . E Telecom,
garantisce il suo amministratore delegato Franco Bernabe', "ha un impegno forte in questa direzione" , e con la convinzione che questa "e' la nostra missione specifica" perche' "il problema dell'Italia e' la dispersione", mentre "qui e' tutto fatto. Ci sono le piattaforme standard, bisogna spingere la gente a usarle. La gente e' stufa di una posta elettronica piena di spam e cerca uno strumento sicuro di interazione". E anche il protocollo siglato oggi, rivendica a nome di Rete imprese Italia Carlo Sangalli, "e' un concreto esempio di come possa essere perseguito l'obiettivo di una maggiore crescita non necessariamente sostenuta da interventi a carico della finanza pubblica". . Carlo Sangalli in rappresentanza dei vertici delle 5 Associazioni delle Pmi ha poi sottolineato il valore dello sforzo di semplificazione per l'attività economica. la Delegazione Confesercenti era guidata da Marco Venturi. Presente anche il Presidente di Telecom Bernabè che ha ribadito la disponibilità e l'impegno dell'azienda a favorire questa opera di modernizzazione del Paese. Venturi ha osservato che “il pregio dell’iniziativa che sta al centro dell’intesa sulla PEC non è solo quello di far recuperare tempo prezioso a imprese e cittadini ma è anche quello di liberare le attività da penalizzanti forme di schiavitù burocratica. Ecco perché va dato atto al Ministro Brunetta della positività dell’impegno volto in questa direzione che valorizza un nuovo modo di relazionarsi fra imprese, Associazioni e le altre articolazioni Istituzionali e sociali. Un sistema a rete che si inserisce in quel grande bisogno di modernizzazione che l’economia italiana, e non solo, esprime continuamente. Ma che si colloca anche in quella esigenza di innovazione che è anche una grande sfida per le Pmi e che va colta con determinazione. Se le Pmi sapranno unire snellezza e capacità di innovare saranno meglio in grado di reggere la competizione internazionale ed interna e l’alternarsi delle fasi economiche con l’insidioso emergere di pericolose crisi e il lento ritorno a periodi di crescita.Non a caso abbiamo costituito r.e te. Imprese Italia promuovendo un processo di migliore collaborazione, di più stretta coesione, di più forte e coordinata capacità di proposta da parte delle cinque Associazioni delle Pmi.In prospettiva vorremmo che nel tempo la totalità delle Pmi aderisse alla Pec e lavoreremo per questo risultato. La PEC non rappresenta ovviamente una fonte miracolosa, ma certamente è strumento utile, efficace, rapido e trasparente per sviluppare i rapporti tra P.A. ed imprese, così come può diventarlo negli scambi tra imprese. Ecco in questo senso dobbiamo sapere utilizzare al meglio le nuove opportunità tecnologiche, dobbiamo essere ambiziosi e puntare ad andare oltre lo stesso rapporto P.A. e imprese, pensando alle possibilità che si aprono per un più rapido ed efficace dialogo anche tra PMI e fornitori, tra esse e i clienti stessi. E non sarebbe male in questa fase iniziale rafforzare lo sforzo di diffusione della PEC con l’introduzione di contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati che siano in grado di incidere sui tempi e sulla qualità dello sviluppo di questo nuovo strumento a disposizione delle imprese.




Notizia del 29/07/2010

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