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Crisi, l’appello delle imprese e dei sindacati per la Sicilia
Richiesti interventi diretti, mirati e straordinari, per la Regione
Un appello a Napolitano e Monti per discutere con le forze economiche e sociali siciliane “interventi diretti, mirati e straordinari, nei confronti della Regione siciliana”. Lo rivolgono in una nota le diciotto associazioni sindacali e imprenditoriali, tra cui anche Confesercenti in una nota consegnata al prefetto di Palermo, Umberto Postiglione, in occasione della visita di Napolitano e Monti ieri a Palermo per il ventennale delle stragi di Capaci e via D'Amelio. A firmare l'appello sono Confindustria, Cgil, Cisl, Uil, Cna, Casartigiani, Confartigianato, Claai, Agci, Confapi, Cia, Confagricoltura, Confcooperative, Legacoop, Unicoop, Confcommercio, Confesercenti e Ugl. Sindacati e imprese siciliani denunciano "l'aggravamento" della situazione economica, sociale e occupazionale e "l'insostenibile crisi finanziaria della Regione
ancor piu' evidenziata dall'incertezza legata alla vicenda del bilancio 2012".
Nell'appello si lamenta l'assenza "di strategie e politiche mirate al risanamento" del bilancio regionale" e di una "efficace programmazione per l'utilizzo dei fondi strutturali e delle poche risorse disponibili per arginare gli effetti della recessione economica". Imprese e sindacati esprimono, ancora, la "consapevole preoccupazione che di fronte alle crescenti tensioni sociali e all'impoverimento ulteriore del nostro tessuto economico-produttivo, l'attuale classe politica e dirigente regionale continui a mostrare inadeguatezza e mancanza di responsabilita' mentre necessitano scelte coraggiose in direzione del risanamento finanziario e dell'attivazione dello sviluppo dell'Isola. Siamo molto allarmati -concludono le diciotto sigle- che il clima pre-elettorale alimenti un ulteriore saccheggio delle nostre risorse pubbliche come in passato purtroppo e' sempre avvenuto, portando la Sicilia in una condizione di fragilita' maggiore rispetto ad altre regioni, senza prospettive e in una situazione di oggettivo default che aggrava anche le condizioni finanziarie dell'intero Paese".
Notizia del 24/05/2012
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