|
| Venerdì, 24 Maggio 2013 | |
|
![]() |
|
| Home | Chi siamo | Associazioni di settore | Rete territoriale | Enti e società | Servizi e Uffici centrali | Europa |
| Comunicati Stampa | Appuntamenti | Per il Sistema | Convenzioni | Contatti e links |
ARCHIVIO
|
Consumi, Istat: “Spesa mensile famiglie stabile in 2011 ma il 35,8% ha ridotto gli alimentari” Diminuita la quantità e/o la qualità dei prodotti alimentari acquistati La spesa media mensile per famiglia nel 2011, pari a 2.488 euro, mostra un aumento, in valori correnti, dell'1,4% rispetto al 2010: l'aumento è più elevato per le famiglie con livelli di spesa più alti. Secondo quanto comunica l'Istat in una nota, tenuto, però, conto dell'errore campionario (0,7%), della variazione del valore del fitto figurativo (+2,1%) e della sostenuta dinamica inflazionistica (+2,8%), in termini reali la spesa risulta stabile. Il valore mediano della spesa mensile per famiglia, cioè quello al di sotto del quale si colloca la spesa della metà delle famiglie residenti, è pari a 2.078 euro (+1,9% rispetto al 2010 in termini nominali) e conferma la stabilità osservata in termini di valore medio. La spesa media per generi alimentari e bevande aumenta del 2,2% rispetto al 2010 (+2,4% il corrispondente aumento dei prezzi), attestandosi a 477 euro mensili. Crescono, spiega l’Istat, la spesa per carne, quella per latte, formaggi e uova e quella per zucchero, caffè ed altro. Ma la crisi pesa: il 35,8% delle famiglie nel 2011 ha diminuito la quantità e/o la qualità dei prodotti alimentari acquistati rispetto al 2010, aggiunge l’Istat, ed è in aumento la quota di famiglie del Mezzogiorno che acquista generi alimentari presso gli hard-discount (si passa dall'11,2% del 2010 al 13,1% del 2011). La maggior parte delle famiglie (il 67,5%) effettua la spesa alimentare - riferisce ancora l'Istat - presso il supermercato, che si conferma il luogo di acquisto prevalente, nonostante una lieve flessione. Quasi la metà delle famiglie, invece, (il 47,7%) continua ad acquistare il pane al negozio tradizionale, mentre il 9,7% sceglie il mercato per l'acquisto di pesce e il 16,4% per la frutta e la verdura. Tra il 2010 e il 2011 risultano in contrazione, infine, su tutto il territorio nazionale e in particolare nel Centro e nel Mezzogiorno, le spese non alimentari destinate all'abbigliamento e alle calzature. Crescono, anche per effetto dell'aumento dei prezzi, le quote di spesa - riferisce ancora l'istituto di statistica - destinate all'abitazione (dal 28,4% al 28,9%) e ai trasporti (dal 13,8% al 14,2%).
203 |
Invia articolo Stampa articolo![]() ![]() |
| Official Web Site: Confesercenti.it | Web Master: Elzevira |