| Martedì, 09 Febbraio 2010 | Ultimo aggiornamento: 08/02/2010, ore 11:38 | |
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Assemblea Confesercenti: Venturi, le piccole e medie imprese rappresentano la chiave di volta del nostro rilancio "Voglio ringraziare il Presidente per l'attenzione che ha voluto prestarci e per il contenuto del messaggio, non rituale e pieno di importanti riferimenti. Gli accostamenti tra "regole e responsabilità dirette" e tra "tradizione ed innovazione" indicano una via, un percorso da noi pienamente condiviso. Grazie Presidente, Le assicuro che, come da Lei auspicato, Confesercenti collaborerà con le istituzioni per far sì che il nostro Paese riprenda il suo cammino assicurando crescita economica, lavoro ed equità..." Il Presidente Confesercenti Marco Venturi, introduce la sua relazione all'assemblea annual Confesercenti ringraziando il Capo dello Stato per il messaggio rivolto all'assemblea della confederazione. Nella sua relazione Venturi ha posto l'accento sulla necessità di affrontare le questioni decisive per le imprese e per i cittadini, come il risanamento ed il rilancio dell'economia. L'obbligo di combattere gli sprechi nella spesa pubblica ed il bisogno di puntare sull'equità e sullo sviluppo, con un occhio di riguardo alle piccole e medie imprese che "rappresentano la chiave di volta del nostro rilancio". Infine l'attenzione sul turismo come priorità su cui investire importanti risorse. Il leader della Confesercenti ci tiene a precisare il valore delle pmi nel tessuto economico italiano: ''Le piccole e medie imprese rappresentano la chiave di volta del nostro rilancio". Le Pmi "sono in grado di produrre nuovi occupati - ha evidenziato Venturi - e possono coniugare benissimo l'esigenza di innovazione di qualita' con la loro dimensione". Secondo il presidente, le scelte fatte negli ultimi anni hanno invece favorito grandi imprese e grandi patrimoni. "Sulle tappe e sugli aumenti stratosferici delle tariffe chiediamo di mettere un punto fermo - precisa Venturi - perche' non siamo piu' in grado di sostenere ulteriori prelievi. Le Pmi hanno bisogno di certezze per poter realizzare investimenti, per crescere e per diventare piu' competitive. Hanno bisogno di un accesso al credito piu' semplice e meno costoso, per favorire gli investimenti ordinari e i progetti di innovazione e per premiare chi ha idee e non solo chi ha immobili da dare in garanzia". ''Le piccole imprese sono ai margini di questo sistema e spesso -ha denunciato Venturi - finiscono nelle mani degli usurai. Per questo sono fondamentali i consorzi fidi che pero' vanno ulteriormente sostenuti. "Il sostegno pubblico non puo' essere selettivo per dimensione - e l'esempio piu' incisivo e' quello della legge 488 che emargina le piccole attivita' a causa dell'elevata soglia di ingresso e dei troppi vincoli di utilizzo". Altro passaggio fondamentale della relazione di Venturi è quello relativo agli sprechi della pubblica amministrazione che gravano pesantemente sulle casse dello stato: Le Regioni e gli Enti Locali, che sono ormai diventati importanti centri di spesa, devono essere responsabili delle decisioni che assumono. Pochi giorni fa abbiamo presentato un rapporto con cento casi di spreco nella sanità. Solo quelli quantificabili superano i 17 miliardi di euro. Negli anni precedenti abbiamo realizzato tre rapporti con altri trecento casi di spreco nella spesa pubblica, da cui emergono 125 miliardi di euro buttati al vento. Dighe, invasi ed ospedali mai finiti. Tonnellate di medicinali sprecati, corsi per veline e tanto altro ancora. In 10 anni - prosegue Venturi - il fondo sanitario è raddoppiato, passando dai 48 miliardi del 1995 ai 95 dello scorso anno, pur in presenza di una contemporanea crescita della spesa direttamente sostenuta dai cittadini, passata da 10 a 25 miliardi. Quest'anno non si prospetta migliore e la spesa sanitaria complessiva potrebbe sforare i 100 miliardi. "Da questo deduciamo - afferma il presidente della Confesercenti - che i margini di recupero di risorse per il risanamento dei conti pubblici e per il rilancio dell'economia, ci sono. Si possono recuperare grandi risorse senza ridurre i servizi e senza incidere sull'occupazione''.
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