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Tassa soggiorno: operatori turismo Roma, è iniqua e discriminatoria

Definiscono la tassa di soggiorno  iniqua e discriminatoria, perche' colpisce un settore la cui  ricchezza rimane sul territorio, perche' rende Roma meno  attrattiva rispetto ad altre mete nazionali e internazionali,  perche' colpisce in egual modo turisti stranieri e italiani.  Senza contare i riflessi occupazionali su un comparto che  impiega 150 mila addetti escluso l'indotto. Per la prima volta  tutte le locali organizzazioni imprenditoriali e le sigle  sindacali del settore turistico hanno organizzato una  conferenza stampa unitaria, stamani all'hotel Majestic in via  Veneto, per opporsi all'eventuale introduzione del contributo  di soggiorno a Roma: Federalberghi, Fiavet, Faita, Residence  Roma e Lazio, Confindustria, Confesercenti, Cgil, Cisl e Uil.      "A causa di questa tassa - spiega Giuseppe Roscioli di  Federalberghi - diminuiranno gli introiti di un intero comparto  economico, e forse molti lavoratori si ritroveranno per  strada". Secondo Roscioli, "mentre altri settori ricevono  incentivi, destinati anche ad imprese straniere, viene colpito  l'unico settore tutto made in Italy, la cui ricchezza prodotta  rimane sul territorio". Il presidente di Federalberghi Roma non  esclude forme di protesta in Campidoglio e sottolinea anche un  dato tecnico: la tassa entrerebbe in vigore nel 2011, ma "i  contratti con i tour operator per l'anno prossimo sono gia'  stati chiusi, e l'introduzione della tassa renderebbe Roma un  teatro di controversie internazionali". Mauro Pica Villa di  Confesercenti sottolinea che il balzello pesera' "anche sugli  italiani, perche' il 40% della ricettivita' e' rappresentata da  italiani che vengono a Roma per motivi medici, di studio o di  lavoro".      Gli operatori insistono con le proposte alternative gia'  avanzate: ritorno di parte del gettito Iva al Comune di Roma,  introduzione di una "city tax" su tutte le transazioni della  filiera turistica e aumento dei biglietti nei musei comunali e  statali. "Accolgono 11 milioni di visitatori l'anno - spiega  ancora Villa - e un incremento di soli 3 euro produrebbe un  gettito di circa 30 milioni di euro".







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