Al Senato fiducia al governo Conte, a favore 171 voti

Al via questa mattina il dibattito alla Camera

Il Senato, nella tarda serata di ieri ha approvato la fiducia al governo di Giuseppe Conte. I voti favorevoli sono stati 171, i contrari 117, gli astenuti 25. I presenti erano 314, i votanti 313. La maggioranza era di 145 voti.

Intanto questa mattina, nell’Aula della Camera, si è aperta la discussione sulla fiducia al governo. In base a quanto stabilito lunedì dalla conferenza dei capigruppo, fino alle 14 si svolgerà la discussione generale. Alle 15,40 – con diretta Tv – ci sarà la replica del presidente del Consiglio cui seguiranno le dichiarazioni di voto dei gruppi. Alle 17,45 è previsto l’inizio della chiama dell’appello nominale.

Ieri Conte si è presentato come il garante del contratto di governo, rivendica il tratto positivo del termine “populismo”, apre a quanti vorranno aderire al programma di governo.  Ha poi elencato i punti salienti del programma, dalla legittima difesa alla lotta alla corruzione, dai dubbi sulle sanzioni alla Russia all’immigrazione. Rassicurando sull’euro e annunciando una flat tax progressiva grazie ad un sistema di deduzioni che la renderanno per questo aderente al dettame costituzionale. E con una sola parola d’ordine:”cambiamento”.

“Entrando per la prima volta in quest’aula e nel parlarvi oggi, avverto pesante la responsabilità per ciò che questo luogo rappresenta. Esso conserva la memoria di molti e significativi passaggi della nostra istituzionale”. Così il premier Giuseppe Conte, esordisce al Senato con il suo discorso programmatico prima del voto di fiducia. “Ma la maniera migliore  che abbiamo, oggi, di onorare questa nobile tradizione è offrire risposte concrete ai bisogni dei cittadini. Un saluto al Presidente della Repubblica – ha continuato – che rappresenta l’unità nazionale e che ha accompagnato le fasi di formazione di questo Esecutivo”.

“Ci presentiamo a voi  per chiedere la fiducia a favore non solo di una squadra di governo ma di un progetto per il cambiamento dell’Italia, formalizzato sotto forma di contratto dalle due forze politiche che formano la maggioranza parlamentare. Assumo questo compito – ha detto ieri il premier – con umiltà ma anche con determinazione, con la consapevolezza dei miei limiti ma anche con la passione e l’abnegazione di chi comprende il peso delle altissime responsabilità a me affidate. Sono profondamente onorato di poter offrire il mio impegno e le mie competenze per poter difendere l’interesse dei cittadini di questo meraviglioso Paese”.

“In materia di imprese e commercio siamo consapevoli che il rilancio della nostra economia passa attraverso lo spirito di iniziativa e le qualità di tanti piccoli imprenditori, professionisti, commercianti artigiani, i quali, attraverso mille difficoltà, tengono alta la tradizione di impegno e laboriosità che costituisce una delle caratteristiche più autentiche del nostro tessuto produttivo, a tutti i livelli, in tutti i settori. Ci proponiamo di creare per loro un contesto favorevole, operando in modo che la pubblica amministrazione non sia un avversario da cui difendersi, ma un alleato con cui cooperare. Agiremo in modo da favorire le imprese che innovano, che assumono nuovo personale, che rispettano le regole della libera competizione. Intendiamo promuovere le imprese che adottano prassi socialmente responsabili, che improntano le loro iniziative economiche al principio di precauzione, in modo da prevenire l’impatto negativo delle loro azioni sull’ambiente e da assicurare un ambiente idoneo a tutelare i diritti dei lavoratori. Promuoveremo una disciplina che riveda integralmente la tradizionale legge fallimentare, nel segno di un approccio ben più ampio, che abbandonando una logica meramente sanzionatoria, valga a disciplinare e definire, in modo organico, il fenomeno della cosiddetta “crisi di impresa”.

“Questo Governo – ha aggiunto – si propone di recuperare in forme nuove e più efficaci il dialogo sociale con le varie associazioni rappresentative dei lavoratori e delle imprese. Dovremmo ridefinire, sulla base dei criteri oggettivi, il principio di rappresentatività, in piena trasparenza. Per questa via otterremo che tutti siano invitati, ciascuno in base alle proprie sensibilità e competenze, a ridare un nuovo slancio alle proprie iniziative, nella consapevolezza che il loro impegno e le loro proposte, se ispirate all’interesse generale del Paese e delle varie comunità anche locali, saranno apprezzate e tenute in considerazione. Occorre rimettere in moto, in maniera corale, tutte le molteplici energie positive del nostro Paese. Restituire vitalità all’industria, specialmente esportatrice, al tessuto delle innumerevoli piccole e medie imprese nell’ambito del commercio, dei servizi e dell’artigianato, alle cooperative autentiche, al mondo agricolo e alle sue filiere che promuovono il made in Italy nel mondo, alle banche trasparenti e al servizio della economia reale. E’ necessario offrire risposte concrete ai bisogni dei cittadini: la crescente disattenzione verso le istituzioni e la perdita di prestigio devono spingere a tutti a un supplemento di responsabilità che passa attraverso una maggiore apertura alle istanze reali che vengono da chi vive fuori da questi Palazzi. L’autorevolezza del governo e del Parlamento non possono basarsi solo sui compiti affidati loro dalla Carta istituzionale ma devono essere conquistati giorno dopo giorno operando con disciplina e onore e mettendo da parte le convenienze”.

Clicca qui per leggere le dichiarazioni programmatiche del Presidente del Consiglio dei Ministri

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