Sicilia, nasce l’area vasta Confesercenti Sicilia

Il presidente Vittorio Messina:  strumento ancora più incisivo di tutela e di evoluzione dell’imprenditoria minore

Nasce l’area vasta in Confesercenti Sicilia per spontanea aggregazione delle strutture territoriali di Agrigento, Caltanissetta e Ragusa alle quali si potranno aggregare le altre province che si trovano all’esterno delle grandi aree metropolitane e rispetto alle quali sono tuttavia complementari.

Confesercenti Sicilia, dunque, ridisegna la sua presenza sul territorio per stare al passo con i tempi, per ritrovarsi sempre di più al fianco delle imprese per meglio rispondere alle esigenze di rappresentanza sociale con una visione di grande apertura verso le nuove sfide dell’economia.

Per rendere più visibile questo ambizioso progetto Confesercenti Sicilia cambia il suo modo di rapportarsi con le realtà territoriali dell’Isola uscendo dai confini geografici che delimitano le nove province per dare vita ad una organizzazione più funzionale che possa valorizzare meglio il gruppo dirigente locale, liberando risorse ed energie per meglio assolvere alla missione dell’Associazione.

Un nuovo modello organizzativo che vuole allineare la struttura organizzativa di Confesercenti con le riforme che interessano il nuovo assetto di enti pubblici e privati, al fine di rispondere con più efficacia alle istanze dei cittadini e delle imprese e per ottimizzare costi di funzionamento e risorse umane.

Una diversa articolazione che serve a dare maggiore agilità alle sedi periferiche per favorire anche la semplificazione e sburocratizzazione dell’impianto interno. Si tratta anche di operare una riduzione dei ruoli gestionali per valorizzare meglio quello delle rappresentanze e della rappresentatività.

Il progetto si propone di cogliere nuove opportunità di impegno su specifici obiettivi con riferimento al gruppo dirigente, fortemente rimotivato sul piano valoriale, delle competenze e delle relazioni, per affrontare le sfide attuali.

In questo senso, superare criticità strutturali organizzative e amministrative significa creare migliori condizioni per conseguire un’autosufficienza operativa della nuova organizzazione, attraverso un utilizzo ottimale delle risorse umane, economiche e strumentali.

Un modello così fatto, in piena coerenza con lo spirito dell’art. 42 dello Statuto di Confesercenti, può essere in grado di valorizzare ed incrementare l’apporto che il gruppo dirigente locale contribuisce a dare alle strategie dell’Associazione, attraverso una adeguata sinergia di azione tra con le strutture dei servizi e le federazioni verticali.

“In un contesto in cui le imprese piccole e medie costituiscono l’asse portante dell’economia, la Confesercenti in Sicilia – sottolinea il presidente Vittorio Messina – con questa iniziativa s’impegna a rappresentare uno strumento importante ed ancora più incisivo di tutela e di evoluzione dell’imprenditoria minore. Quando avremo completato il percorso che iniziamo oggi, ma che è in incubazione da quasi un anno, potremo affermare che siamo nelle condizioni di continuare a raccogliere quella forte domanda di rappresentanza, di tutela, di sostegno alla crescita ed all’innovazione da parte delle piccole e medie imprese, che rappresenta la missione alla quale Confesercenti rimane ancora legata”.

“L’impegno della Confesercenti – aggiunge Vittorio Messina – non può, infatti, che essere quello di dare valore e dignità economica e sociale alle Pmi e lavorare attraverso una fitta rete di qualificate strutture territoriali offrendo una tutela alle imprese a tutto campo, resa ancora più evidente dall’impegno che da sempre garantiamo nel campo della legalità come condizione per guardare con fiducia al futuro”.

“In un’associazione che rappresenta interessi imprenditoriali – continua Messina – le risorse umane, in quanto produttrici di servizi e rappresentanza e interlocutori primari degli associati, rappresentano un capitale preziosissimo e la qualità dei servizi è determinata in larga misura dalla competenza specialistica del personale e dalla sua professionalità, cioè dal grado di affidabilità e di accessibilità dei singoli, ma anche di capacità di comunicazione e ascolto, di orientamento all’associato e di adattabilità alle sue esigenze. In questa direzione va il nostro progetto e si misura la qualità del nostro lavoro”.

 

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