Stop alla desertificazione commerciale
L’inizio del nuovo anno ha confermato un timore che da tempo aleggia tra le strade di Montescaglioso: la chiusura di diverse attività in molteplici settori. L’allarme, lanciato con forza da Domenico Carriero, Presidente di Confesercenti Montescaglioso, non può restare un grido inascoltato. Quando una saracinesca si abbassa definitivamente, non fallisce solo un’impresa, ma si spegne un pezzo di vita sociale, sicurezza e decoro della nostra città. Non si può più restare a guardare: è necessario che le istituzioni, a ogni livello, escano dal torpore e agiscano con urgenza.
Le analisi di Carriero parlano chiaro: il mancato ricambio generazionale, spesso dovuto a ostacoli economici insormontabili, sta desertificando il centro urbano. Non servono solo parole di solidarietà, ma misure tangibili. Servono incentivi fiscali diretti: ad esempio, l’Amministrazione Comunale potrebbe intervenire con esenzioni sulla TARI e sul canone di occupazione del suolo pubblico, la creazione di bandi specifici che sostengano i giovani imprenditori intenzionati a riaprire quei locali oggi sbarrati e scommettere sul territorio trasformando i vuoti urbani in nuove opportunità; una collaborazione tra Amministrazione comunale e Confesercenti sull’apertura di uno sportello informativo per le imprese per offrire informazioni su commercio, turismo e artigianato. Un centro vivo è un centro sicuro e decoroso; investire oggi su chi apre una nuova attività significa risparmiare domani sui costi del degrado urbano.
Il problema, tuttavia, non è solo locale. Come evidenziato dal Presidente Carriero, il problema fondamentale è anche specchio di una normativa regionale che sembra essersi fermata nel tempo, ferma da più di un ventennio. In un’epoca segnata dalla digitalizzazione e dai mutamenti profondi dei consumi, agire con strumenti obsoleti significa condannare a morte i piccoli borghi.
Chiediamo alla Regione Basilicata un impegno solenne: aggiornare la legge sul commercio.
Serve una riforma che preveda misure di sostegno al credito agevolato, snellimento burocratico e un piano straordinario per la tutela delle “attività di vicinato”, intese come patrimonio culturale e turistico della regione, le uniche in grado di presidiare il territorio e mantenere viva la coesione sociale nei nostri comuni.
Conclude il Presidente Carriero che la chiusura di un’attività è una sconfitta per tutti: per il proprietario che si arrende e per il cittadino che perde un servizio. E’ il segnale di un sistema in affanno che richiede una sinergia tra pubblico e privato. È necessario creare “attrattori” e fare rete.
Cittadini, commercianti e istituzioni devono viaggiare nella stessa direzione, senza interventi strutturali e agevolazioni economiche, il rischio è che lo spegnimento delle insegne diventi il triste e definitivo biglietto da visita delle nostre comunità.