Maltempo: Confesercenti, ciclone Harry, in Sicilia oltre mille imprese danneggiate, danni per oltre 750 milioni di euro. In Calabria litorali devastati. Servono risorse e semplificazioni per ripartire

Il ciclone “Harry” ha colpito duramente i litorali di Sicilia e Calabria, provocando danni estesi alle attività titolari di concessione demaniale – dagli stabilimenti ai chioschi, fino alle imprese dell’acquacoltura – e mettendo a rischio la piena ripartenza della stagione 2026.

In Sicilia le imprese che hanno riportato danni sono oltre mille. La valutazione dei danni economici è superiore ai 750 milioni di euro, con la previsione che possa crescere ancora. Sul fronte delle polizze catastrofali, le sottoscrizioni riscontrate risultano limitate, prevalentemente alberghi con concessione demaniale, e dunque non rappresentative rispetto alla platea complessiva delle imprese colpite.

In Calabria, come segnalato da Confesercenti FIBA Calabria, i danni materiali sulle strutture balneari – in particolare lungo la costa jonica – sono “gravissimi” a causa delle inondazioni e delle mareggiate, con la necessità di interventi immediati per sostenere la ricostruzione e la continuità aziendale. Confesercenti aggiornerà le stime e gli elementi utili man mano che emergeranno dati consolidati dal confronto con istituzioni e imprese.

“Abbiamo inviato una lettera alla Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, per segnalare le criticità emerse dopo il ciclone Harry”, spiega il Presidente di Confesercenti Nico Gronchi“Abbiamo rappresentato le difficoltà attuali, in particolare, sulle polizze CAT-NAT – diventate obbligatorie meno di un mese fa, e che scontano ancora problemi di applicazione – e la possibilità che le mareggiate siano escluse dalle coperture assicurative: sarebbe un’assenza di tutela proprio rispetto ai danni più rilevanti. Inoltre, il Milleproroghe ha spostato al 31 marzo 2026 l’obbligo di sottoscrizione per ristorazione e ricettivo senza estendere la previsione alle altre attività economiche, creando una disparità: a fronte di eventi calamitosi che colpiscono le stesse aree, alcune imprese possono accedere ai contributi pubblici mentre altre ne restano escluse. Un paradosso che va superato: chiediamo un intervento correttivo che differisca l’obbligo al 30 giugno 2026 per tutte le PMI e avvii un percorso di revisione delle norme vigenti, per garantire equità e un’adeguata tutela a tutte le imprese coinvolte”.

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