Il Presidente Gavazzi chiede il coinvolgimento di tutte le categorie per una vera e propria Consulta del turismo
«Un confronto costruttivo ma permangono le preoccupazioni» così Confesercenti Grosseto interviene sull’incontro avvenuto il 23 gennaio tra l’Amministrazione comunale di Follonica e una delegazione di operatori turistici, al quale ha partecipato in rappresentanza dell’associazione il presidente provinciale di Assohotel, Pietro Gavazzi.
«Il nodo più delicato resta l’applicazione dell’imposta di soggiorno. Pur apprezzando la scelta annunciata dall’Amministrazione di non procedere all’aumento di ulteriori 0,50 euro, Confesercenti esprime forte preoccupazione per l’intenzione di uniformare l’imposta ed estenderne il periodo di applicazione già dal 2026.
«Molte strutture – spiega Pietro Gavazzi – hanno già contratti chiusi con tour operator e clienti privati, con tariffe definite nei mesi scorsi. Siamo a poche settimane dall’avvio della stagione: introdurre modifiche ora metterebbe a rischio equilibri economici e rapporti commerciali consolidati».
Per questo l’organizzazione ribadisce con fermezza la richiesta di rinviare «ogni intervento al 2027, così da garantire tempi adeguati e un percorso condiviso». Positivo il giudizio sulla volontà dell’Amministrazione di istituire un tavolo permanente di confronto. Confesercenti sottolinea però che tale luogo di lavoro debba essere realmente rappresentativo delle diverse filiere del turismo e del commercio, coinvolgendo tutte le associazioni maggiormente presenti sul territorio.
«Follonica – afferma Andrea Biondi in qualità di direttore provinciale dell’associazione – ha bisogno di una vera Consulta del Turismo, che sia il primo interlocutore formale del Comune nella definizione delle politiche turistiche. Accanto a questa, va rafforzato l’Osservatorio turistico comunale, come spazio di partecipazione esteso a tutti gli stakeholder».
«Il nostro obiettivo è collaborare con spirito costruttivo, con la consapevolezza che la crescita turistica richiede programmazione, ascolto e scelte condivise. Le imprese chiedono semplicemente regole certe, tempi adeguati e un dialogo istituzionale realmente inclusivo. Siamo pronti a fare la nostra parte, come sempre e come abbiamo già dimostrato e dimostriamo ogni giorno».