Confesercenti Lombardia Orientale: imposta di soggiorno, il Garda si conferma motore del turismo

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L’Associazione: “Le risorse vengano investite per il settore”

Confesercenti Lombardia Orientale accoglie con favore i dati più recenti sull’imposta di soggiorno, che confermano l’aumento delle risorse generate dal turismo pur senza esaurire da soli la lettura dell’andamento del comparto. Il dossier 2026 dell’Osservatorio Nazionale sulla Tassa di Soggiorno realizzato da JFC tourism & management restituisce infatti un quadro di forte crescita del gettito, nel quale la Lombardia e il sistema gardesano confermano un posizionamento di primo piano a livello nazionale.

Nel 2025 la Lombardia si colloca al secondo posto in Italia per incassi da imposta di soggiorno con 158,5 milioni di euro, in aumento del 37,8% rispetto al 2024, un dato nettamente superiore alla media nazionale del 12,8%. È un risultato che rafforza il peso competitivo della regione e conferma la centralità delle aree a più alta vocazione turistica.

«L’aumento del gettito è un dato positivo, ma proprio perché i livelli stanno diventando molto elevati serve grande responsabilità da parte delle Amministrazioni – osserva la presidente Confesercenti Lombardia Orientale, Barbara Quaresmini -. L’imposta di soggiorno non può trasformarsi in uno strumento per risolvere altri problemi di bilancio: deve restare una leva finalizzata al turismo, con un ritorno concreto e misurabile per il territorio e per le imprese. Occorre equilibrio anche su questo fronte: le risorse raccolte devono essere destinate in via prioritaria a promozione, servizi al turista, manutenzione urbana, accessibilità, qualificazione dell’offerta e decoro delle destinazioni. Solo così l’imposta mantiene la propria legittimazione e viene percepita come uno strumento utile allo sviluppo, non come un semplice costo aggiuntivo».

All’interno di questo quadro il Garda si conferma uno degli asset più forti del turismo italiano. Il report evidenzia che quattro delle prime cinque località lacuali italiane per gettito dell’imposta di soggiorno appartengono infatti al sistema gardesano: Lazise, Bardolino, Peschiera del Garda e Desenzano del Garda. Nel ranking nazionale della categoria lacuale Desenzano si colloca al quinto posto con 2,152 milioni di euro e un incremento dell’1,4%. Accanto al dato lacuale emerge con forza anche il posizionamento di Sirmione, che nel segmento del turismo termale conquista il terzo posto nazionale con 2,371 milioni di euro e una crescita del 25,9%. Il territorio bresciano dimostra così di presidiare con efficacia segmenti diversi dell’offerta, dal lago al benessere, consolidando la propria capacità di generare valore e attrattività.

«In un’area ad alta vocazione turistica come il Garda, dove il contributo economico generato dall’imposta è già molto rilevante, diventa ancora più strategico garantire trasparenza nell’utilizzo delle risorse e una maggiore condivisione con le categorie economiche – sottolinea Andrea Maggioni, coordinatore per il Lago di Garda di Confesercenti -. Bene gli incassi record, ma attenzione a non superare il punto di equilibrio: la competitività di una destinazione si tutela anche evitando di caricare eccessivamente imprese e ospiti».

Il dossier segnala inoltre che nel 2025 il gettito nazionale ha raggiunto il nuovo record di oltre 1 miliardo e 150 milioni di euro, a fronte dei 77 milioni rilevati nel 2011. Un’evoluzione che conferma quanto l’imposta di soggiorno sia diventata una leva rilevante nelle politiche locali, ma che richiede una gestione sempre più responsabile e trasparente. La stessa analisi richiama infatti la necessità di leggere questi dati con equilibrio, poiché gli incassi possono crescere anche per effetto dell’aumento delle tariffe, dell’estensione dei periodi di applicazione e della riduzione delle esenzioni, e non solo per dinamiche riconducibili ai flussi turistici.

Quaresmini e Maggioni evidenziano infine come «una gestione più efficiente, trasparente e mirata dell’imposta di soggiorno possa rappresentare una leva decisiva per sostenere la qualità complessiva dell’accoglienza, accompagnare la destagionalizzazione e rafforzare l’intero ecosistema turistico provinciale, senza snaturare la funzione originaria di questa entrata».

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