Il Presidente Mei: “Servono interventi strutturali e finalmente efficaci: meno norme, più chiarezza e maggiore uniformità nell’applicazione”
La burocrazia continua a rappresentare un costo pesante anche per le imprese del commercio, del turismo e dei servizi della provincia di Grosseto. Secondo le stime di Confesercenti, gli adempimenti amministrativi e fiscali drenano fino al 3% del fatturato delle micro e piccole attività: una vera e propria “burocrat tax” che a livello nazionale vale circa 12 miliardi di euro l’anno.
Un impatto che trova pieno riscontro anche nel tessuto economico locale, composto in larga parte da piccole imprese, attività familiari e operatori del turismo: realtà che, ogni anno, si trovano a sostenere costi medi superiori ai 10mila euro solo per mantenere in regola la propria attività tra scadenze, pratiche e obblighi normativi. Per le imprese turistiche – particolarmente diffuse in Maremma – il conto può superare i 14mila euro annui, con una quota significativa destinata a consulenze esterne.
A questi costi diretti si aggiunge il tempo sottratto all’attività d’impresa: ore dedicate alla gestione delle scadenze, ai rapporti con la pubblica amministrazione e all’adeguamento continuo a norme spesso complesse e frammentate. Un problema che, per un territorio come quello grossetano, caratterizzato da forte stagionalità e margini ridotti, incide in maniera ancora più marcata. Negli ultimi anni non sono mancati gli interventi di semplificazione, dal Suap al portale “Impresa in un giorno”, fino agli obiettivi fissati dal Pnrr e dall’Agenda per la semplificazione 2020-2026. Tuttavia, anche a livello locale, i benefici risultano ancora parziali. Restano criticità evidenti: la stratificazione normativa, le differenze applicative tra territori e la continua introduzione di nuovi adempimenti che si aggiungono ai precedenti.
Per le imprese della provincia di Grosseto, questo si traduce in un quadro complesso e poco uniforme, che rischia di frenare la competitività e gli investimenti, soprattutto in settori strategici come il turismo e il commercio di vicinato.
“Anche nel nostro territorio la burocrazia rappresenta un freno concreto allo sviluppo delle imprese – commenta Massimiliano Mei, presidente provinciale di Confesercenti Grosseto –. I nostri associati, in particolare le piccole attività e gli operatori stagionali, si trovano a sostenere costi e adempimenti sproporzionati rispetto alla loro dimensione. Non si tratta solo di spese, ma di tempo sottratto al lavoro e al rapporto con i clienti. Servono interventi strutturali e finalmente efficaci: meno norme, più chiarezza e maggiore uniformità nell’applicazione. La semplificazione deve diventare una priorità reale, perché alleggerire la pressione burocratica significa rendere le nostre imprese più competitive e sostenere concretamente l’economia del territorio.”