Fismo Confesercenti Lombardia Orientale: al via il 4 luglio i saldi estivi

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L’Associazione: “Non è fine stagione se l’estate è appena cominciata”

FISMO, Federazione Italiana Settore Moda, rilancia la petizione alla Camera dei Deputati per riportare i saldi alla loro funzione originaria: fine stagione, promozioni più trasparenti e maggiore tutela per negozi di vicinato e consumatori.

Prenderanno il via sabato 4 luglio i saldi estivi 2026. In Lombardia dureranno fino al 1° settembre, per un massimo di 60 giorni.

Per i negozi di moda, abbigliamento, calzature, pelletteria e accessori si tratta di un appuntamento importante, capace di richiamare clientela e generare vendite. Le aspettative degli operatori sono positive, ma FISMO Confesercenti richiama l’attenzione sulla necessità di riportare i saldi alla loro funzione originaria: quella di fine stagione. Per questo l’associazione rilancia la petizione nazionale numero 1.277, depositata alla Camera dei Deputati, chiedendo regole più moderne, trasparenti e coerenti con i reali cicli della moda.

«Non è fine stagione se l’estate è appena cominciata: i saldi sono uno strumento utile per imprese e consumatori, ma l’attuale calendario rischia di svuotarne il significato, comprimendo la stagione commerciale proprio nel momento in cui dovrebbe svilupparsi» dichiara Francesca Guzzardi, presidente FISMO Confesercenti della Lombardia Orientale e componente della Presidenza nazionale FISMO.

Per i negozi di vicinato la vendita a prezzo pieno rappresenta infatti la fase necessaria per sostenere costi, investimenti e qualità dell’offerta. «Un’impresa non può vivere in una logica di sconto permanente – aggiunge Guzzardi -. Inoltre non tutti i prodotti sono uguali: articoli continuativi, capi appena arrivati o prodotti di fine serie richiedono strategie differenti. La scelta di cosa mettere in saldo e con quale riduzione deve restare una decisione imprenditoriale». Ogni commerciante, nel rispetto delle norme, valuterà quindi tempi, prodotti e percentuali di sconto più adeguati alla propria realtà.

«Il saldo non è una svendita indistinta, bensì uno strumento di gestione commerciale che deve tenere conto di magazzino, marginalità e valore del prodotto – afferma Gianluca Banalotti, vicepresidente FISMO Confesercenti della Lombardia Orientale -. Applicare uno sconto del 5%, del 20% o del 50% non è la stessa cosa: dipende dal prodotto, dal momento della stagione e dalla sostenibilità economica dell’impresa».

Secondo FISMO oggi saldi, promozioni, offerte online e campagne commerciali continue tendono a sovrapporsi, rendendo meno chiara la distinzione tra prezzo pieno, promozione e saldo. In questo scenario pesa anche il fenomeno del fast fashion e dell’ultra-fast fashion, caratterizzato da rotazioni rapidissime dei prodotti, prezzi aggressivi e forte pressione all’acquisto. «Non siamo contro il risparmio, ma contro la svalutazione permanente del prodotto – evidenzia Guzzardi -. Quando tutto è sempre nuovo e sempre scontato, si perde la percezione della qualità, della durata, della filiera e del servizio. La moda non può essere ridotta a merce indistinta da consumare e sostituire nel giro di poche settimane».

Il tema, sottolinea FISMO, sta coinvolgendo anche produttori, operatori del settore e divulgatori impegnati nella promozione di acquisti più consapevoli. Tra questi figura anche Mattia Berveglieri, imprenditore e divulgatore attivo sui social sui temi della qualità dei materiali e delle filiere produttive. «Quando anche chi dialoga quotidianamente con i consumatori richiama l’attenzione sul valore reale dei prodotti, significa che il tema è culturale oltre che commerciale. Dietro un capo ci sono lavoro, competenze, ricerca e responsabilità» aggiunge Guzzardi.

Per FISMO la questione riguarda anche la concorrenza leale: i negozi di vicinato presidiano i centri urbani, creano occupazione e offrono consulenza e servizi. Una competizione fondata esclusivamente su prezzo e sconto permanente rischia invece di accelerare la desertificazione commerciale delle città. La petizione nazionale FISMO chiede al Parlamento tre interventi: riportare i saldi alla fine delle stagioni, rendere più trasparenti le promozioni e tutelare le imprese di vicinato dalla concorrenza sleale dell’online.

La petizione può essere sottoscritta online tramite SPID o CIE attraverso il portale della Camera dei Deputati. Ulteriori informazioni e modalità di firma sono disponibili sul sito FISMO Confesercenti: https://fismo.confesercenti.it/petizione/

«L’avvio dei saldi resta un momento positivo e invitiamo i consumatori a scegliere i negozi del territorio, dove trovano qualità, professionalità e assistenza. Proprio per questo chiediamo che i saldi vengano salvati dalla logica dello sconto permanente, tornando a essere veri saldi di fine stagione: più chiari per i clienti e più sostenibili per le imprese» conclude Guzzardi.

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