Il Presidente Morelli: “Il prezzo alla pompa è deciso dalle compagnie petrolifere, non dal gestore”
In merito alle recenti notizie apparse sulla stampa relative ai controlli sui distributori di carburanti effettuati sul territorio provinciale, Faib Confesercenti Modena esprime apprezzamento per l’attività di vigilanza svolta a tutela della trasparenza del mercato e dei consumatori. Ritiene tuttavia necessario fornire alcuni elementi per fare chiarezza sulla reale natura e portata delle irregolarità riscontrate.
La quasi totalità delle irregolarità contestate riguarda la mancata comunicazione dei prezzi praticati al portale “Osservaprezzi carburanti” del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), obbligo previsto dall’art. 51, comma 1, della legge 23 luglio 2009, n. 99, e disciplinato, quanto a modalità e tempistiche, dal decreto ministeriale 31 marzo 2023 e dalla Circolare direttoriale MIMIT n. 3729 del 6 luglio 2023. In base a tale disciplina, i gestori degli impianti sono tenuti a comunicare al Ministero, con cadenza almeno settimanale, il prezzo effettivamente praticato al pubblico, anche in assenza di variazioni, entro l’ottavo giorno dall’ultima comunicazione inviata.
Si tratta, per sua natura, di un obbligo di trasparenza informativa nei confronti dell’Amministrazione e dei consumatori, la cui violazione costituisce un illecito amministrativo sanzionabile in quanto tale. L’eventuale omessa o tardiva comunicazione, tuttavia, non determina alcuna alterazione del prezzo realmente applicato alla pompa, né incide in alcun modo sulla sua formazione: si tratta di due piani distinti, che è importante non sovrapporre nella comunicazione pubblica.
“Il prezzo alla pompa è deciso dalle compagnie petrolifere, non dal gestore. È opportuno ricordare che, negli impianti di distribuzione, il prezzo di vendita al pubblico è determinato dalla compagnia petrolifera fornitrice — titolare del marchio e della fornitura — sulla base delle proprie politiche commerciali, dell’andamento delle quotazioni internazionali e della fiscalità applicata”, afferma Marcello Morelli, Presidente di Faib Confesercenti Modena. “Al gestore dell’impianto rimangono pochi centesimi di euro a prescindere dal prezzo di vendita del carburante al pubblico. Quindi, anche se il prezzo del carburante alla pompa aumenta, al gestore restano solo tra i 3,5 e i 5 centesimi lordi a litro venduto. Attribuire al gestore la responsabilità sul livello del prezzo praticato, anche solo per accostamento mediatico ai controlli in corso, rischia di generare una percezione distorta presso l’opinione pubblica. Inoltre, la maggioranza degli operatori ha rispettato la normativa. Dalle notizie apparse sulla stampa emerge infatti che le irregolarità sono state riscontrate nel 31% dei controlli effettuati dall’inizio dell’anno, pari a 18 casi. Ciò significa, specularmente, che nel restante 69% dei controlli gli operatori hanno pienamente rispettato gli obblighi di comunicazione previsti dalla legge: un dato che testimonia il generale livello di diligenza e correttezza della categoria e che merita di essere valorizzato al pari delle irregolarità riscontrate”, continua Morelli.
Faib Confesercenti Modena ritiene che occorra spostare l’attenzione dai gestori degli impianti alle compagnie petrolifere. Poiché si riscontra una certa ritrosia, da parte di chi sta ottenendo guadagni soprattutto dalla raffinazione, a ragionare in termini di economicità del sistema, il Governo potrebbe valutare interventi specifici di fronte alle tensioni internazionali che causano prezzi fuori controllo. In particolare, si potrebbe tornare, almeno transitoriamente, al sistema del prezzo sorvegliato e valutare nuove iniziative sull’accisa mobile, a partire dalla definizione di una fascia di invarianza per mantenere i prezzi stabili per periodi definiti. A ciò si aggiunge la questione delle accise, che dopo la prima settimana di ottobre, quando scadranno gli attuali tagli, torneranno a essere applicate nella loro interezza. Secondo Faib, sarebbe opportuno destinare le risorse del PNRR a interventi calmieratori sui prezzi, visto che i costi per i consumatori sono ormai saliti alle stelle. “È arrivato il momento di affrontare seriamente la questione dei prezzi per restituire ai cittadini quanto eroso da guerre e dall’attuale situazione internazionale”, conclude Morelli.