Online il nuovo numero della newsletter di Confesercenti dedicata all’Euro Digitale
Indice
- Il punto sul progetto: gli aggiornamenti dal Tavolo T€DI
- Commissioni e avvio graduale dell’euro digitale
- Dalla sperimentazione all’innovazione: la nuova iniziativa della BCE
- Euro digitale, commercio e prospettive per le imprese
Il punto sul progetto: gli aggiornamenti dal Tavolo T€DI
Il 16 ottobre si è svolto un nuovo incontro del Tavolo T€DI, al quale Confesercenti partecipa in rappresentanza delle imprese del commercio e dei servizi. L’incontro ha consentito di fare il punto sull’avanzamento del progetto e sui principali temi ancora oggetto di confronto a livello europeo, con particolare attenzione al modello di remunerazione dell’euro digitale, alle modalità della sua futura introduzione e allo stato di preparazione della fase pilota.
Sul piano legislativo, il negoziato tra le istituzioni europee prosegue con l’obiettivo di avvicinare le posizioni del Consiglio e del Parlamento europeo. Tra le questioni ancora più rilevanti resta quella delle commissioni, destinata ad avere un impatto diretto sulle condizioni economiche con cui gli esercenti potranno accettare l’euro digitale.
Parallelamente procede il lavoro tecnico dell’Eurosistema. La preparazione del progetto pilota è entrata nella fase di sviluppo delle funzionalità necessarie, cui seguiranno le attività di integrazione e di test con i soggetti partecipanti. Il percorso delineato prevede un avanzamento progressivo verso la fase operativa della sperimentazione.
Commissioni e avvio graduale dell’euro digitale
Il modello di remunerazione continua a rappresentare uno dei nodi centrali del negoziato. Parlamento e Consiglio convergono sulla previsione di un massimale uniforme a livello dell’area dell’euro, determinato prendendo a riferimento le commissioni applicate ai mezzi di pagamento comparabili. Restano invece differenze sul meccanismo ulteriore destinato a completare tale modello e, in particolare, sulle modalità con cui tenere conto delle condizioni applicate a livello nazionale o al singolo esercente.
Per Confesercenti si tratta di un tema essenziale. Nel corso dell’incontro è stata nuovamente richiamata l’esigenza che la struttura dei costi dell’euro digitale sia definita fin dall’inizio in modo da favorirne concretamente l’utilizzo e la diffusione, evitando che condizioni economiche non adeguatamente calibrate possano rappresentare un ostacolo soprattutto per gli esercenti di minori dimensioni.
Un secondo tema affrontato riguarda la possibilità di procedere a un’introduzione graduale dell’euro digitale, anziché rendere contemporaneamente disponibili tutte le funzionalità. La questione interessa direttamente il commercio fisico, poiché l’accettazione del nuovo strumento richiederà l’adeguamento dei terminali POS. Tra le ipotesi discusse vi è quindi quella di rendere inizialmente disponibili alcune funzionalità, prevedendo tempi più lunghi per l’entrata in vigore dell’obbligo di accettazione presso i punti vendita fisici.
La necessità di accompagnare l’introduzione dell’euro digitale con un percorso sostenibile per gli esercenti emerge anche dalla recente intervista rilasciata al Corriere della Sera da Piero Cipollone, membro del Comitato esecutivo della BCE. Cipollone ha sottolineato la necessità che l’euro digitale si integri in maniera semplice nei normali cicli di aggiornamento dei sistemi utilizzati dai commercianti e ha indicato tra i possibili benefici del progetto una significativa riduzione dei costi dei pagamenti digitali per i piccoli operatori.
Dalla sperimentazione all’innovazione: la nuova iniziativa della BCE
Un ulteriore sviluppo di particolare interesse per le imprese riguarda la nuova Call for expressions of interest pubblicata dalla BCE il 28 settembre, attraverso la quale l’Eurosistema apre una nuova fase della propria Innovation Platform.
L’iniziativa è rivolta a una platea ampia di soggetti, tra cui piccoli e grandi esercenti, prestatori di servizi di pagamento, imprese fintech, fornitori tecnologici e di POS, associazioni dei consumatori, istituzioni pubbliche e istituti di ricerca. Le manifestazioni di interesse potranno essere presentate entro il 9 novembre 2026 e i partecipanti selezionati saranno comunicati nel gennaio 2027.
La nuova fase si articolerà in due percorsi. Il primo, dedicato alla sperimentazione, consentirà di sviluppare e testare concretamente nuove funzionalità e servizi a valore aggiunto. Tra gli ambiti individuati dalla BCE figurano le ricevute elettroniche integrate nei pagamenti, le transazioni con più pagatori o beneficiari, i pagamenti condizionati e nuove funzionalità delle interfacce utilizzate dagli utenti.
Il secondo percorso sarà dedicato all’esplorazione di nuove tecnologie e casi d’uso, guardando anche alle possibili applicazioni dell’intelligenza artificiale nei pagamenti e all’impiego dell’euro digitale nell’ambito dei servizi pubblici.
L’aspetto più interessante è che la sperimentazione non riguarda soltanto il funzionamento del pagamento in sé, ma anche la possibilità di costruire sulla futura infrastruttura dell’euro digitale servizi ulteriori capaci di generare valore per consumatori e imprese. La stessa BCE indica espressamente tra gli obiettivi della nuova iniziativa quello di favorire l’innovazione sviluppata dal mercato e individuare nuove opportunità di servizio all’interno dell’ecosistema dell’euro digitale.
Euro digitale, commercio e prospettive per le imprese
Gli sviluppi di ottobre mostrano quindi come il progetto stia entrando progressivamente in una fase nella quale le scelte normative e tecniche dovranno confrontarsi sempre più direttamente con le concrete esigenze degli utilizzatori e degli esercenti.
Per il sistema delle imprese restano centrali le condizioni economiche di accettazione, la semplicità dell’integrazione con le infrastrutture già esistenti e la necessità di evitare costi e adempimenti sproporzionati, in particolare per le micro e piccole imprese.
Al tempo stesso, l’apertura della nuova fase della Innovation Platform introduce un elemento ulteriore: l’euro digitale potrà rappresentare non soltanto un nuovo strumento di pagamento, ma anche una infrastruttura sulla quale il mercato potrà sviluppare nuove funzionalità e servizi a valore aggiunto. La BCE evidenzia infatti che la piattaforma consentirà agli operatori di contribuire all’evoluzione dell’infrastruttura e di sviluppare e testare servizi innovativi basati sull’ecosistema dell’euro digitale.
È proprio su questo duplice profilo – sostenibilità economica per gli esercenti e opportunità di innovazione per le imprese – che Confesercenti continuerà a seguire il confronto nell’ambito del Tavolo T€DI, affinché la futura configurazione dell’euro digitale tenga adeguatamente conto delle caratteristiche e delle esigenze del sistema imprenditoriale italiano.