Abruzzo: caos spiagge e bar, dopo il pasticcio ordinanze ora Confesercenti chiede chiarezza alla Regione

“La Regione Abruzzo ha il dovere etico e morale di risolvere il pasticcio nel quale ha spinto le 800 imprese balneari abruzzesi e migliaia fra bar e ristoranti. Chiediamo subito chiarezza”.

Lo affermano il presidente regione di Fiba Confesercenti (balneari) Giuseppe Susi ed il responsabile della Fiepet Confesercenti (pubblici esercizi) Gianluca Grimi dopo la notizia che il governo nazionale si appresterebbe ad impugnare le ordinanze sulla balneazione e sulla ristorazione emesse dalla Regione.

“Questo caos” proseguono Susi e Grimi “valga anche da monito per la Regione Abruzzo, che non può pensare di concertare ordinanze così delicate con pochi amici balneatori o ristoratori. Per fortuna molti operatori hanno seguito il nostro consiglio e non hanno iniziato le operazioni di montaggio di ombrelloni e palme sulla base delle indicazioni di un’ordinanza che, con ogni evidenza, presentava forti dubbi. Ci dispiace invece per quei balneari e risrorarori che, in buona fede, sono stati indotti nell’errore dall’ordinanza e da altre associazioni. Ora però è assolutamente necessario che la Regione Abruzzo trovi un rimedio e faccia chiarezza”.

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