Dopo Anva anche la Regione Liguria bacchetta Comuni per proliferare mercatini consorzi esterni

L’assessore allo Sviluppo Economico Edoardo Rixi ha ricordato come sia necessaria una cabina di regia che coinvolga le associazioni di categoria.

BancarelleMercatoInizia a dare i suoi frutti la mobilitazione di Anva Confesercenti che, da tempo, chiede un giro di vite contro il proliferare di mercatini in arrivo da fuori regione. In occasione del consiglio regionale del 17 maggio, infatti, l’assessore allo Sviluppo Economico Edoardo Rixi ha ricordato come sia «necessaria una cabina di regia che coinvolga le associazioni di categoria per evitare assurdi casi di concorrenza a ‘chilometro zero’ tra Comuni limitrofi», facendo riferimento alla concomitanza del 4 giugno prossimo tra la presenza di un consorzio di Forte dei Marmi a Casarza Ligure ed il mercato straordinario di Sestri Levante: episodio che era già stato stigmatizzato, a suo tempo, dal presidente provinciale di Anva, Roberto Zattini.

«È assurdo che due Comuni limitrofi non si parlino e non si coordinino per elaborare un calendario di manifestazioni – è il giudizio dell’assessore -. Per evitare questi paradossi che avviliscono il nostro tessuto commerciale locale siamo disponibili a far applicare alla lettera il testo unico del commercio, che nel merito è molto chiaro: questi eventi vanno concordati dal Comune con le associazioni di categoria maggiormente rappresentative a livello regionale, rappresentate in tutti i consigli delle Camere di Commercio della Liguria. L’obiettivo delle fiere su spazi pubblici dovrebbe essere quello di mettere in vetrina le imprese locali e creare un’occasione di promozione per i nostri commercianti»

«Purtroppo – aggiunge Rixi – negli ultimi anni stiamo assistendo al dilagare di mercati straordinari che prevedono la partecipazione di ambulanti da fuori regione proprio in concomitanza con fiere organizzate da imprese locali. Il carattere di straordinarietà si sta trasformando, dall’originaria una tantum, all’ordinaria amministrazione».

«Accogliamo con piacere la presa di posizione dell’assessore Rixi, che ribadisce quanto andiamo sostenendo da tempo – commenta Roberto Zattini -. La regola secondo cui i Comuni dovrebbero prima consultarsi con le associazioni esiste, ma putroppo spesso non c’è la volontà politica di rispettarla, e d’altra parte non esistono nemmeno sanzioni per le amministrazioni che vi si sottraggono. A questo proposito, posso già preannunciare che Anva chiederà un’audizione presso il consiglio della Città metropolitana per arrivare alla firma di un protocollo d’intesa con i sindaci, che li impegni quantomeno a consultare le associazioni degl ambulanti prima di organizzare manifestazioni con operatori di altre regioni».

«È un problema che ormai investe tutta la regione, da La Spezia ad Imperia – aggiunge Giulio Rossi, presidente di Anva Confesercenti Liguria -. Questo proliferare ormai incontrollato di manifestazioni straordinarie a cura di consorzi privati non meglio identificati ha il solo effetto di inflazionare l’offerta, danneggiando tanto gli operatori in sede fissa quanto gli altri commercianti su area pubblica».

«Come è noto – prosegue Rossi – il problema maggiore è rappresentato proprio dai consorzi che si rifanno a Forte dei Marmi. Sono almeno otto, ma nessuno di loro annovera unicamente operatori provenienti dalla città versiliese, anzi: spesso si tratta di commercianti che non hanno nulla a che fare con Forte, e che in comune hanno solo il fatto di provenire da fuori Liguria. E che il “brand” Forte dei Marmi sia utilizzato a sproposito, lo dimostra il fatto che lo stesso sindaco ha diffidato i consorzi dall’utilizzo del nome, ricordando come il solo mercato di Forte dei Marmi è quello che si svolge nella località toscana il mercoledì e la domenica di ogni settimana».

«Allo sfruttamento improprio del nome – conclude il presidente regionale di Anva Confesercenti – c’è da aggiungere un considerazione rispetto all’atteggiamento speculativo tenuto da molti di questi consorzi, che richiedono agli operatori cifre elevatissime per poterne far parte. Urge quindi un intervento regolatorio da parte della Regione, magari mettendo un tetto al numero massimo di mercatini da autorizzare nell’arco dell’anno. Siamo comunque felici delle dichiarazioni rese dall’assessore Rixi, che vanno nella giusta direzione».

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