Il Presidente Messina: “Sicilia e Mezzogiorno non possono restare spettatori. Serve una strategia nazionale per redistribuire i flussi e allungare la stagione”
I dati della Banca d’Italia sui flussi turistici internazionali connessi al Giubileo 2025 confermano la capacità dei grandi eventi di rafforzare l’attrattività dell’Italia sui mercati internazionali. Un risultato che trova un ulteriore elemento di confronto nell’esperienza delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026, che hanno offerto al Paese una straordinaria vetrina internazionale. Per Assoturismo, Giubileo e Olimpiadi rappresentano due esperienze dalle quali partire per costruire una politica turistica capace di andare oltre la durata del singolo evento.
“I grandi eventi dimostrano che l’Italia ha ancora una straordinaria capacità di attrazione internazionale – afferma il presidente di Assoturismo Confesercenti Agrigento Vittorio Messina –. Il punto, adesso, è capire come trasformare questa visibilità in un vantaggio stabile per l’intero sistema turistico nazionale. Non possiamo limitarci a registrare l’aumento dei flussi: dobbiamo lavorare perché una parte crescente di quei visitatori scopra anche destinazioni diverse da quelle tradizionalmente più conosciute”.
Secondo Messina, proprio Sicilia e Mezzogiorno possono rappresentare la grande frontiera della prossima fase di sviluppo turistico italiano.
“Il Sud possiede tutto ciò che il turista internazionale oggi cerca: patrimonio culturale, mare, natura, enogastronomia, borghi, identità e clima favorevole per una stagione molto più lunga. Quello che ancora manca, in molti casi, è la capacità di mettere questi elementi a sistema e di promuoverli con una strategia internazionale adeguata”.
La sfida, dunque, è utilizzare la forza del brand Italia generata anche dai grandi appuntamenti internazionali per accompagnare il turista verso nuove destinazioni.
“Se un visitatore arriva in Italia per il Giubileo o per le Olimpiadi – sottolinea Messina – dobbiamo essere capaci di convincerlo a tornare per conoscere la Sicilia, la Calabria, la Puglia, la Sardegna o gli altri territori del Mezzogiorno. Il vero successo di un grande evento non si misura soltanto nei giorni in cui si svolge, ma nella capacità di generare nuovi viaggi anche negli anni successivi”.
Per Assoturismo, questa strategia deve necessariamente essere accompagnata da un rafforzamento dei collegamenti e dei servizi.
“Non possiamo promuovere territori che poi risultano difficili da raggiungere, né chiedere agli operatori turistici di competere sui mercati internazionali senza garantire infrastrutture, mobilità, servizi essenziali e una comunicazione professionale. La promozione deve procedere insieme alla qualità dell’offerta”.
Il tema riguarda anche la destagionalizzazione, particolarmente importante per le regioni meridionali.
“La Sicilia non può continuare a vivere il turismo concentrandolo prevalentemente nei mesi estivi. Abbiamo le condizioni per costruire una stagione di dodici mesi, ma occorre una programmazione che utilizzi cultura, archeologia, enogastronomia, natura, sport, turismo religioso e grandi eventi per distribuire i flussi durante tutto l’anno”.
“Giubileo e Milano-Cortina ci hanno dimostrato che quando l’Italia propone un’offerta forte e riconoscibile il mondo guarda al nostro Paese – conclude Messina –. Adesso dobbiamo fare un salto di qualità: dall’evento alla strategia, dalla promozione delle singole destinazioni alla costruzione di itinerari nazionali, dalla concentrazione dei flussi alla loro redistribuzione. E in questa prospettiva il Mezzogiorno, e la Sicilia in particolare, non possono essere considerati una periferia turistica, ma devono diventare una delle principali direttrici della crescita del turismo italiano”.