Buoni pasto, la protesta di Confesercenti Bologna: “Il 15 giugno non accetteremo i buoni pasto”

Anche a Bologna negozi e mini market, ristoranti e bar, supermercati e iperstore, osterie e trattorie, tavole calde e self-service protestano contro la “tassa occulta” di circa il 30% a carico delle imprese nei buoni pasto

“Il 15 giugno non accetteremo i buoni pasto”. Questo l’avviso che il 15 giugno 2022 a Bologna tanti consumatori troveranno sulle vetrine di ingresso e all’interno dei locali di negozi e mini market, supermercati e iperstore, ristoranti e bar, osterie e trattorie, tavole calde e self-service. Organizzata a livello nazionale, l’iniziativa sotto le Due Torri è supportata da Confesercenti e Ancd (Associazione nazionale cooperative dettaglianti) di Conad, Ancc (Associazione nazionale cooperative di Consumatori) di Coop e FederDistribuzione, Fida (Federazione italiana dettaglianti dell’alimentazione) e Fipe (Federazione italiana pubblici esercizi) di Confcommercio. In pratica, in centro storico, come in periferia e nei centri commerciali dell’hinterland bolognese, ci sarà una giornata di mobilitazione delle imprese della somministrazione e della distribuzione commerciale alimentare. Obiettivo: sensibilizzare Governo, Consip e opinione pubblica sulle criticità legate alla gestione dei buoni pasto. Il sistema dei buoni pasto ha, ormai, dei costi insostenibili per le imprese. Per ogni buono pasto incassato viene imposta una “tassa occulta” vicina al 30% del valore dei buoni stessi.

Per protestare contro questa stortura e per chiedere che il sistema venga corretto, nel corso di tutta l’intera giornata di mercoledì 15 giugno prossimo negozianti e gestori di pubblici esercizi di Bologna e provincia che aderiscono all’iniziativa non accetteranno i buoni pasto. Per offrire un servizio semplice, comodo e veloce, le imprese del settore alimentare hanno accettato sempre il pagamento in buoni pasto da parte di consumatori e clienti. “Ora – rivela Loreno Rossi, Direttore di Confesercenti Bologna – siamo arrivati al punto che le commissioni a carico degli esercenti sono diventate insostenibili. Per ogni buono da 8,00 euro le imprese alimentari ne incassano poco più di sei. Osti e salumieri, baristi e ristoratori vogliono, da un lato, difendere questo importante strumento di acquisto in mano ai lavoratori e, dall’altro, renderlo più sostenibile per i costi di gestione delle imprese del settore alimentare”.

La protesta è iniziata il 7 maggio scorso con la Conferenza nazionale congiunta delle Associazioni firmatarie dell’iniziativa. Nel corso della Conferenza è stata chiesta una riforma del sistema di erogazione dei buoni pasto, che parta da due punti fondamentali: la salvaguardia del valore nominale dei titoli e la definizione di tempi certi di rimborso da parte delle società emettitrici. Tra l’8 giugno e il 15 giugno è partita una fitta campagna di stampa sui principali quotidiani nazionali e locali di Bologna con cui sono stati annunciati i motivi della protesta.

Quindi, attenzione. “Il 15 giugno a Bologna non saranno accettati i buoni pasto da negozi e mini market, supermercati e iperstore, ristoranti e bar, osterie e trattorie, tavole calde e self-service”.

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