Con il ‘Martedì Grasso’ si chiude il Carnevale, una festa per tutte le età che in questo 2026 vale 1,2 miliardi di euro tra spese per acquisti legati alla tradizione e per viaggiare. Solo nell’ultimo fine settimana (14-17 febbraio), complice la chiusura delle scuole in molte regioni anche lunedì e martedì, si stima abbia generato circa 5 milioni di pernottamenti, con un’occupazione delle camere delle strutture ricettive disponibili online al 75% e una spesa dei turisti sui territori di oltre 710 milioni di euro.
È quanto emerge dalle tradizionali indagini sul Carnevale di Ipsos e Centro Studi Turistici Firenze per Confesercenti.
A differenza di altre ricorrenze, il Carnevale è una festa estremamente frammentata, celebrata con enfasi diversa in molte località del Belpaese. La spesa appare divisa in due: da un lato gli acquisti tradizionali come dolci (indicati dal 69% del campione di consumatori intervistati), feste e celebrazioni (45%), coriandoli e stelle filanti (39%), costumi e maschere per sé o per i propri figli (31%); dall’altro i viaggi con le località di grande tradizione carnevalesca a fare da traino. Venezia, Viareggio, Ivrea, Cento, Acireale, Putignano, Mamoiada, Fano, Offida, Ronciglione, Canazei, Oristano, Ascoli, Sciacca e molte altre, in questo periodo registrano un afflusso straordinario di turisti, con picchi di prenotazioni abbastanza vicini a quelli che si registrano durante la stagione estiva. Dal 17 gennaio a oggi, gli italiani hanno saputo approfittare del periodo riscoprire il turismo di prossimità e vivere vacanze brevi alla scoperta della tradizione e del territorio, arrivando a registrare circa 20 milioni di presenze turistiche complessive.
Il Carnevale si conferma, pertanto, una ricorrenza che influenza i comportamenti di consumo e impatta trasversalmente su diversi settori, dalla gastronomia all’intrattenimento e dall’artigianato alla cultura. Tra dolci e accessori a tema, la fanno da padrone i negozi di prossimità, scelti per gli acquisti dal 58% degli italiani, con un picco del 65% nel Mezzogiorno, e la grande distribuzione (61%). Solo il 37% degli italiani ha optato invece per compere on line. Resta l’1% degli italiani che ha deciso di non fare acquisti legati al Carnevale.
“Il Carnevale ha un impatto sugli acquisti – dai dolci alle maschere – ma è anche un periodo che favorisce le scelte di viaggio alla scoperta di tradizioni diverse e traina il turismo invernale, stimolando la domanda in un periodo di bassa stagione. Diversamente da altri periodi vacanzieri – spiega Confesercenti – il Carnevale favorisce forme di consumo legate prevalentemente a viaggi brevi e di prossimità. I principali attrattori sono le sfilate in maschera, le aree limitrofe alle località degli eventi e quelle tradizionali degli sport invernali, soprattutto in coincidenza del Martedì Grasso”.