Confesercenti Alessandria esprime solidarietà ai dipendenti delle terme che sono stati licenziati e chiede il coinvolgimento del Ministro Adolfo Urso

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La Presidente Mandrino: “siamo fiduciosi che i rappresentanti della Regione Piemonte e i Parlamentari del territorio valutino la possibilità di presentare la gravissima crisi di un’intera città e del suo territorio al Ministro Adolfo Urso”

Tutto è iniziato nel 2015, con la privatizzazione, da parte della Regione Piemonte, della concessione delle Terme di Acqui ad un imprenditore privato ed è di questi giorni la notizia del licenziamento di sette dipendenti delle Terme di Acqui Spa e sono a rischio altri posti di lavoro stagionali.

Confesercenti Alessandria esprime solidarietà alle lavoratrici, ai lavoratori e alle loro famiglie: un inizio d’anno triste e ingiusto che non avremmo voluto leggere, mai. Confesercenti è allarmato per il destino incolpevole di questi lavoratori che vivono nell’incertezza da anni a causa di storiche difficoltà con la proprietà.

Oggi, sempre di più, al destino dei lavoratori è strettamente legato quello dell’economia e non solo, di un’intera città, ostaggio di immobilismo e disinteresse verso il patrimonio immobiliare e termale della città. Acqui Terme, oltre modo, è la stazione turistico termale più antica ed importante del Nord Ovest, con riconoscimenti scientifici ineccepibili.

La scrivente Associazione si unisce a tutte le Istituzioni, ai sindacati e agli acquesi che si stanno mobilitando per trovare una soluzione, dobbiamo essere tutti uniti all’intera città per difendere il lavoro di migliaia di persone che vivono con l’accoglienza turistica generata dal termalismo e quindi a non consegnare, come di fatto già è, la città con il suo destino alle decisioni della Proprietà.

Questi sono alcuni dei motivi per cui la Presidente Provinciale Confesercenti Michela Mandrino e la Segretaria provinciale Manuela Ulandi, dando voce a tantissimi commercianti, artigiani, albergatori, imprese di servizi, ma anche semplici cittadini invita a fare un lavoro di squadra per valutare con i parlamentari del territorio l’opportunità di coinvolgere il Mimit, nella persona del Ministro Adolfo Urso.

“Siamo rattristate per le famiglie dei lavoratori licenziati, ma la crisi vera è della Città di Acqui e siamo fiduciosi che i rappresentanti della Regione Piemonte e i Parlamentari del territorio valutino la possibilità di presentare la gravissima crisi di un’intera città e del suo territorio al Ministro Adolfo Urso, per trovare soluzioni concrete ad Acqui e al suo indotto. Infatti Acqui rappresenta il “Made in Italy del benessere”- dichiarano Michela Mandrino e Manuela Ulandi

Confesercenti ha deciso di rivolgersi direttamente ai rappresentante politici del territorio perché la decisione del destino di una intera città è nelle mani di una proprietà che con le sue scelte aziendali sta negando il presente e il futuro ad Acqui, occorrono decisioni concrete per la sopravvivenza della città stessa.

Gli asset commerciale, artigianale, dei pubblici esercizi e dell’accoglienza da troppi anni stanno soffrendo per queste scelte incomprensibili e non vedono futuro, per non parlare della popolazione giovanile che abbandona la città per studiare fuori città e non più tornarci.
L’appello è di unire le forze e di essere coesi per difendere il nostro territorio, la città di Acqui e il suo patrimonio che è un valore collettivo.

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