Confesercenti Arezzo firma la proposta di legge di iniziativa popolare per il rilancio del commercio e dei servizi di vicinato

Confesercenti Arezzo firma proposta legge rilancio commercio

Il Presidente Landini: “Servono 50.000 firme per portarla in Parlamento e dare nuova forza ai territori. Per Confesercenti il negozio sotto casa è ancora il cuore degli acquisti”

Le imprese di prossimità sono un valore per tutti. Negozi, pubblici esercizi, botteghe, servizi e imprese diffuse nei quartieri e nei centri urbani non sono soltanto attività economiche: rendono le città più vive, più accessibili, più accoglienti e più sicure e per questo non possiamo correre il rischio di perderle”. Di questo ne è convinta la Confesercenti che ha avviato una raccolta firme a livello nazionale attraverso la quale intende promuovere una proposta di legge di iniziativa popolare per la rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità.

“Il nostro obiettivo” annuncia il presidente di Confesercenti Arezzo Mario Landini “è quello di sostenere le imprese di prossimità e contrastare il progressivo svuotamento economico e sociale di molte aree urbane. Come territorio provinciale intendiamo sostenere la raccolta firme. Serviranno 50mila sigle autenticate di imprenditori e cittadini per far approdare in Parlamento la proposta di legge ‘Misure per la rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità’. Sostenere questa proposta significa chiedere strumenti più efficaci per rilanciare il commercio, i servizi e le attività diffuse nelle nostre città, riconoscendo il loro ruolo economico, sociale e civile”.

È stata rilanciata da Arezzo la raccolta firme che vedrà impegnati gli organi territoriali per raggiungere il traguardo delle 50mila firme entro il 25 novembre 2026.

Questa mattina a fianco del Presidente di Confesercenti Arezzo Mario Landini anche i colleghi, Simone Angiulli (presidente di zona Aretina), Simona Ferrini (presidente di zona Valdarno), Marco Alterini (presidente di zona Casentino), Elio Vitali (presidente di zona Valdichiana), Matteo Tarducci (presidente di zona Valtiberina) che insieme alla direttrice di Confesercenti Arezzo Valeria Alvisi hanno sottolineato il concetto alla base della proposta di legge: “Dove c’è un’impresa di prossimità, c’è un presidio sociale, c’è una vetrina accesa, una strada più frequentata, un servizio vicino alle persone, un punto di riferimento per residenti, famiglie, anziani, giovani e visitatori. Ai cittadini che vorranno sottoscriverla chiediamo di scegliere un modello di economia sostenibile per le città in cui viviamo, un modello che non sposta i profitti all’estero ma crea e diffonde ricchezza e occupazione sul territorio, garantendo allo stesso tempo pluralismo dell’offerta e accesso a beni e servizi essenziali per i residenti”.

“Le imprese, i negozi di vicinato” spiega Alvisi “sono una ricchezza che resta nei territori, dando valore a quartieri, abitazioni, sistemi economici locali. Le imprese di prossimità non delocalizzano: investono dove operano, creano lavoro locale e contribuiscono ogni giorno alla tenuta economica e sociale delle comunità. Nel complesso, commercio, turismo e ristorazione danno lavoro a circa 5 milioni di occupati. Solo i piccoli esercizi di questi settori versano ogni anno 4 miliardi di euro di imposte locali e altri 4 miliardi di euro di Irpef: una cifra pari a quasi venti volte il gettito della web tax, stimato in circa 450 milioni di euro”.
Adesso per Confesercenti serve dare valore alle imprese per tutelarle invertendo un trend negativo.

“Negli ultimi 10 anni” puntualizza Landini “sono scomparse 140mila attività commerciali. A preoccupare è anche il fatto che ben 1.100 comuni italiani non ha più nemmeno un negozio alimentare. Tener in vita le botteghe e i negozi si traduce in miglior vivibilità per il quartiere, per le piazze e le strade delle città e dei borghi. Una serranda alzata è una strada viva. Un negozio è relazioni, incontri, un punto di riferimento per chi ci abita ma anche maggior sicurezza. Le vetrine accese si traducono in un presidio soprattutto la sera e nelle periferie ma anche più servizi e lavoro. Avere il pane, i servizi e il lavoro sotto casa è qualità della vita per tutti, anche per chi non guida. Per Confesercenti il negozio sotto casa è ancora il cuore degli acquisti”.

Cosa propone la legge?
“Si tratta” spiegano Alterini, Angiulli, Ferrini, Tarducci e Vitali “di una legge quadro nazionale che mette il commercio di prossimità al centro delle scelte sui nostri territori. Sono quattro i pilastri della proposta di legge. Il primo, un Piano nazionale che prevede una strategia contro la desertificazione commerciale, che valorizza e diffonde le buone pratiche dei territori. Il secondo, vantaggi fiscali attraverso l’attuazione di misure fiscali a sostegno dei negozi esistenti e per favorire nuove aperture sotto casa. Il terzo, regole più eque e condizioni più giuste rispetto ai giganti del web, anche con misure fiscali compensative. Il quarto, un Fondo e Osservatorio nazionale al MIMIT per portare dati e proposte ai tavoli decisionali”.

Sono proprio i presidenti delle varie zone di Arezzo, Casentino, Valdarno, Valdichiana, Valtiberina a portare avanti la sfida spiegando cosa Confesercenti Nazionale intende ottenere con la proposta di legge.
“Il provvedimento” aggiungono Alterini, Angiulli, Ferrini, Tarducci e Vitali “interviene sui fenomeni di rarefazione commerciale che stanno svuotando centri urbani, quartieri e piccoli comuni, con effetti diretti sulla qualità della vita, sulla sicurezza dei territori e sulla tenuta del tessuto economico locale. Il cuore della proposta è l’istituzione delle Zone Economiche Speciali di Prossimità (ZESpro), aree urbane o periurbane che Regioni e Province autonome potranno individuare per ospitare programmi mirati di rivitalizzazione delle attività di vicinato. Nelle ZESpro è previsto un regime fiscale di vantaggio per le imprese, nel rispetto della normativa europea in materia di aiuti di Stato, accompagnato da misure di sostegno finanziario e di semplificazione amministrativa”.

Come si firma e quanto tempo serve per firmare online?
È possibile firmare online attraverso la piattaforma del Ministero della Giustizia, accedendo con SPID, CIE o CNS. Serve meno di 2 minuti ed è possibile farlo dal pc o dal telefono. Bastano pochi passaggi:
1. Clicca questo link https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/6700009
2. Accedi alla piattaforma del Ministero della Giustizia tramite SPID o CIE.
3. Sottoscrivi la proposta con un click.

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