Confesercenti Bologna, aumento delle bollette dal 48 al 109%: a rischio la ripartenza di marzo 2022

Il Direttore Rossi: “Occorrono subito provvedimenti del Governo, con queste bollette sono messi a repentaglio tutti i costi di gestione delle nostre imprese”

Più 48% di aumento della bolletta dell’energia elettrica nei negozi di ortofrutta nel primo trimestre 2022, rispetto allo stesso trimestre del 2021. E +93% di aumento della stessa bolletta nei negozi di abbigliamento, calzature e non alimentari in genere. Mentre, per ciò che riguarda la bolletta del gas naturale gli aumenti nel primo trimestre di quest’anno saliranno del 101% nei negozi di ortofrutta e del 109% nei ristoranti. Questi alcuni dati che emergono dallo scenario disegnato dal monitoraggio periodico dei costi dei servizi pubblici locali sostenuti dalle imprese, commissionato da Unioncamere a Bmti, con il supporto di Ref Ricerche.

Uno scenario che sta mettendo in crisi le piccole e medie imprese del commercio, del turismo e dei servizi di Bologna e provincia. “Da un’indagine della nostra associazione – rivela Loreno Rossi, Direttore di Confesercenti Bologna – il costo della materia prima dell’energia elettrica in questo primo trimestre 2022 è passato da 0,05 euro a kilowattora del 2021 al 0,25 di quest’anno. Cinque volte di più. Con questi costi le nostre imprese fanno fatica ad andare avanti”.

Questo l’appello che arriva forte dalle imprese associate a Confesercenti. “Occorrono subito provvedimenti del Governo – sottolinea Rossi – per abbattere gli alti costi di gestione che si stanno trovando ad affrontare. Le imprese che soffrono di più sono quelle che operano nei settori del turismo e del commercio. A rischio la ripartenza tanto attesa per marzo 2022. Con queste bollette sono messi a repentaglio tutti i costi di gestione delle nostre imprese”.

Confesercenti non si sottrae agli obblighi di legge, ma ognuno deve fare la sua parte. “Non si possono addebitare i costi energetici alle imprese – ricorda Rossi – specie se gli aumenti delle bollette sono stati causati dalle scelte mancate del governo. Non è più possibile che tutte le volte si scarichi ogni incombenza proprio sulle imprese. Teniamo conto che i costi di gestione di ristoranti, alberghi e negozi continuano anche in estate con l’utilizzo dei climatizzatori. La gestione delle attività turistiche sarà messa in forse anche nella bella stagione”.

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