Confesercenti Bologna, movida in centro storico e coprifuoco

Le attività aperte possono dare una mano al controllo della città. Ok alla sperimentazione dello “Street Tutor” in alcune vie

Quanto sta accadendo nelle piazze e strade della movida di Bologna, con assembramenti di giovani che violando il coprifuoco rimangono fino a tarda ora a bere e socializzare “serviti” da una rete capillare di abusivi che vendono impunemente alcool e birra in strada, dimostra in maniera plastica che non sono le attività di pubblico esercizio la causa degli assembramenti in quanto “costrette” a chiudere per decreto prima alle ore 22,00 e oggi alle ore 23,00.

Le attività di pubblico esercizio aperte fino a notte sono il tassello di un percorso che può consentire una migliore gestione della vita e della sicurezza, in quanto con i loro dehors e le loro sale interne permettono una migliore gestione della presenza dei giovani in città.
Naturalmente anche il presidio del territorio da parte delle forze dell’ordine, possibilmente in collaborazione con le attività, rappresenta un altro importante tassello per governare la vita notturna della città, che ha bisogno anche di servizi di trasporto collettivo, di eventi culturali per occupare e presidiare spazi e di cittadini residenti consapevoli che chiudere le attività non risolve il degrado ma lo amplifica.

In questa direzione, il progetto di “Street tutor” che il Comune sta mettendo in campo grazie anche al contributo economico e normativo della Regione Emilia Romagna, può essere una fase sperimentale interessante per costruire un percorso di collaborazione fattiva fra tutti gli attori in campo.
A condizione che, come richiesto dalla nostra Associazione, la fase sperimentale non richieda un intervento economico della attività duramente colpite dal Coronavirus e tocchi singole e delimitate strade in accordo con le attività presenti come ad esempio Via Mascarella, Via delle Moline, Via Belle Arti e Via Belvedere.
Deve essere chiaro a tutti che ci occorre il massimo impegno di tutti i soggetti coinvolti per governare e mitigare le problematiche della vita notturna, ma il vero problema della città una volta terminata la fase della emergenza sanitaria, è la ripresa di un forte fenomeno di spaccio che mette a rischio la sicurezza, su cui occorre concentrare le risorse che devono occuparsi di prevenzione e repressione.

Una città che aperta di notte con regole condivise, può aiutare il controllo del territorio e l’obiettivo comune di avere una città più vivibile e più sicura, che sa accogliere studenti e turisti da tutto il mondo.

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