Confesercenti Bologna: no ad una nuova ordinanza sugli orari, chiediamo il presidio e controllo del territorio

La Confesercenti e la FIEPET (federazione dei pubblici esercizi ad essa aderente), in relazione a quanto accaduto in Piazza Verdi nella notte tra venerdì e sabato della settimana scorsa e, a quanto annunciato dai giornali a seguito della riunione del Comitato per l’Ordine e la Sicurezza tenutasi in Prefettura, dichiara quanto segue: “Da sempre sosteniamo che senza il controllo e il presidio attivo del territorio da parte delle Forze dell’Ordine non si risolvono problemi come quelli verificatisi nella notte in questione, in quanto parliamo di degrado, illegalità, non rispetto delle regole, imputabili a iniziative di singole o di gruppi di persone che nulla hanno a che vedere con le attività e i pubblici esercizi operanti nella zona. Speriamo che finalmente, dopo questa ennesima riunione, si arrivi ad un vero presidio e controllo del centro storico, che spetta agli organi di pubblica sicurezza e non ai gestori delle attività”.
In merito ad una preannunciata ordinanza contingibile ed urgente (art.54 del TUEL) per limitare gli orari dei pubblici esercizi di via Petroni e Piazza Verdi, affermiamo che dal punto di vista procedurale è possibile in quanto gli orari dei pubblici esercizi sono liberi per normativa nazionale, ogni limitazione può essere fatta solo con l’art.54. Siamo però contrari a tale eventuale ordinanza, in quanto non c’è il presupposto di causalità fra quanto accaduto e le attività di pubblico esercizio e artigianali della zona, che non hanno nessuna responsabilità sui fatti in oggetto.
La Confesercenti di Bologna, “afferma il Presidente Massimo Zucchini”, chiede presidio e controllo del territorio da parte delle Forze dell’Ordine, esprime la propria contrarietà ad ogni ordinanza che limiti gli orari delle attività, e rimane da sempre disponibile ad un confronto con l’Amministrazione Comunale e gli Organi di Vigilanza, per ricercare ogni forma di collaborazione al fine di migliorare la vita della città, a condizione che le attività economiche presenti sul territorio siano considerate un elemento di qualificazione e di supporto e non un elemento di disturbo da penalizzare.

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