Confesercenti Bologna piange il decano degli ambulanti e della Piazzola Gino Comastri

Comastri

Il Direttore Rossi: “Ci ha lasciati un socio storico, era una persona innamorata del suo lavoro e della sua città”

«Oggi è un giorno triste per la Confesercenti, per l’Anva, il sindacato degli ambulanti, e per i commercianti bolognesi», così Loreno Rossi, Direttore di Confesercenti Bologna, ricorda commosso Gino Comastri, il decano degli ambulanti di città (della Piazzola, soprattutto) e provincia, scomparso a 90 anni il 13 giugno scorso per un male subdolo che lo ha portato via in pochissime settimane.

Confesercenti Bologna si unisce al dolore della famiglia con il Presidente Massimo Zucchini, il Direttore Loreno Rossi, Manuela Pizzirani, responsabile Anva, Enrico Mazzetti, Presidente Fipac Confesercenti Bologna. Una delegazione della Giunta e della Presidenza parteciperà alle esequie in programma il 16 giugno 2026, ore 10,15 nella Camera Mortuaria dell’Ospedale sant’Orsola di Bologna.

Presente in quasi tutti i mercati della provincia di Bologna, per più di 50 anni, Gino Comastri era un punto di riferimento al centro della Piazzola dove il suo banco di abbigliamento era in una delle vie centrali ed era sempre uno dei più visitati per i capi alla moda che portava ogni settimana. «Ci ha lasciati un socio storico – prosegue Rossi – mi raccontava sempre che veniva in associazione assieme al suo papà, più di 70 anni fa, fin dalla fondazione del sindacato Anva. Era una persona innamorata del suo lavoro e della sua città, di cui raccontava spesso gli aneddoti di una vita vissuta in Piazzola e nei mercati del territorio. Lascia un vuoto enorme. Come sempre succede quando viene a mancare una figura storica a cui chiedi consiglio nei momenti delicati. Confesercenti si unisce al dolore della famiglia. Lo ricorderemo, riconoscenti per l’orgoglio con cui ha partecipato allo sviluppo della nostra associazione».

Clamoroso il giorno in cui Comastri appese un cartello “No Foto” al tendone del banco in Piazzola. «M’ero stufato – raccontava spesso – del continuo andirivieni di tipi strani che scattavano foto a ripetizione a magliette, pantaloni e camicie esposti al mio banco. Erano i seguci di grandi marche che venivano a copiare i modelli. Questo capitava perché il nostro assortimento dei capi di vestiario lo prendevamo da alcuni artigiani del carpigiano. Fortissimi. E, siccome era difficile alle grandi firme entrare nelle loro aziende, venivano a cercare le idee (a gratis), fotografando i capi esposti sul mio banco».

A 12 anni Comastri faceva già l’idraulico, ma non gli piaceva stare fermo nei mesi invernali. Ben presto si trovò dietro al banco da ambulante, assieme al padre, a sostituire la madre ammalata. «Facevamo tutti i mercati della provincia – ricordava – soprattutto quelli dei paesi di montagna come Castiglione dei Pepoli, Loiano e Monghidoro. Quante giornate passate sotto la neve. Quante volte siamo rimasti a piedi nell’andare su per la Raticosa. E quante volte ci siamo fermati a cambiare i semi assi del furgone sulla neve. Senza contare quando si rimaneva senza metano. Con la bombola in spalla (uno davanti e uno di dietro) siamo andati a cercare il distributore. Una vitaccia! Per i giovani di oggi sarebbe un mestiere impossibile».

Comastri era sempre in mezzo alla Piazzola o ai mercati di periferia e in provincia. «Ci trovi di tutto – diceva – cinesi, pakistani e immigrati di tanti paesi stranieri. È vero, si tratta di un lavoro di sacrifici, ma poi, se uno lo pratica, è un lavoro bellissimo. Sei sempre a contatto con la gente. Gli ipermercati, ad esempio, hanno copiato dal mercato della Piazzola il sistema di vendere di tutto e di tenere la merce esposta e bene in vista come si trova sui nostri banchi. E la gente viene volentieri alla Piazzola, anche perché è l’unico divertimento gratis che ha. È un mercato frequentato da 25-30 mila persone al giorno. E tanti visitatori arrivano anche da fuori Bologna».

Intenso l’attività di Comastri a favore dell’Anva, il sindacato degli ambulanti di Confesercenti. «Avevamo un confronto stupendo con l’ex sindaco Renato Zangheri – raccontava Comastri – il sindaco che più di tutti si è dato molto da fare per il commercio e per la città. Non mancava mai alle feste di carnevale che ogni anno organizzavamo allo Chalet delle Rose di Sasso Marconi. Abbiamo avuto un buon rapporto anche con Renzo Imbeni e con Guido Fanti».«Ironico, sanguigno, immediato – aggiunge Massimo Zucchini, presidente di Confesercenti Bologna – Comastri era l’anima della Piazzola, il portavoce di tutti gli ambulanti bolognesi. Non mancava mai ad un’iniziativa della nostra associazione».

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