Confesercenti del Levante: “Innovazione sì, ma servono costi sostenibili per gli esercenti”

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Il Presidente Francesco Fiore: “La transizione digitale è un processo irreversibile e positivo, ma deve essere accompagnato da condizioni eque e trasparenti lungo tutta la filiera”

Il pagamento elettronico si conferma una componente strutturale dell’offerta commerciale italiana. Secondo le elaborazioni di Confesercenti su dati ufficiali, nel 2024 i POS attivi nel nostro Paese hanno raggiunto quota 3,75 milioni, con un incremento di circa 660mila terminali rispetto al 2018 (+21%). Una crescita che prosegue anche nel 2025: le stime indicano un ulteriore aumento fino a 3,87 milioni di dispositivi installati.

Un dato che colloca l’Italia ai vertici europei: nello stesso periodo, infatti, i POS attivi risultano poco sopra i 3,2 milioni in Francia e circa 1,5 milioni in Germania. Parallelamente, continua a crescere il valore dei pagamenti digitali presso i punti vendita fisici – commercio, pubblici esercizi, turismo e servizi – che nel 2025 dovrebbero raggiungere i 376 miliardi di euro. Le imprese italiane stanno dunque investendo nella modernizzazione, ampliando la gamma degli strumenti accettati. Accanto a contante e carte tradizionali, aumentano le soluzioni digitali evolute e si diffonde il Buy Now Pay Later, oggi disponibile in 40-50mila esercizi. Nonostante l’attenzione sul tema, le frodi restano contenute e perlopiù legate a transazioni “a distanza”, non ai pagamenti in presenza. Resta però centrale il nodo dei costi: le transazioni elettroniche possono arrivare a costare fino al 22% in più, in termini unitari, rispetto al contante. Un differenziale particolarmente gravoso per le microtransazioni, che rappresentano una quota significativa delle vendite quotidiane di bar, tabaccherie e attività di prossimità.

A ciò si aggiungono i costi accessori – hardware, canoni, manutenzione – che incidono sulla spesa complessiva: per un’attività con 300mila euro di transazioni annue, la moneta elettronica può pesare tra i 5 e i 6mila euro. “I dati dimostrano che le imprese non sono affatto ostili alla moneta elettronica: anzi, stanno investendo per offrire più scelta ai clienti”, dichiara Francesco Fiore, Presidente di Confesercenti del Levante. “Ma la sostenibilità economica resta un tema cruciale, soprattutto per chi lavora con scontrini bassi e margini ridotti. La transizione digitale è un processo irreversibile e positivo, ma deve essere accompagnato da condizioni eque e trasparenti lungo tutta la filiera. L’innovazione non può tradursi in un aggravio di costi per le piccole imprese che garantiscono ogni giorno servizi essenziali ai territori”.

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