Confesercenti E.R.: 2020 anno nero per il commercio non alimentare e prospettive peggiori per il 2021

Il Direttore Pasi: “Oltre le restrizioni si aggiunge l’entità largamente insufficiente dei sostegni ed i costi delle imprese che non sono diminuiti. L’urgenza, ora, è quella di avere una programmazione certa delle riaperture”

“Il settore del commercio non alimentare, sia in sede fissa che ambulante, ha pagato un prezzo altissimo alla pandemia nel 2020, sia in termini di vendita che di calo delle imprese ma il 2021 rischia di essere ancora peggiore”. È il commento di Confesercenti Emilia Romagna ai dati diffusi da Unioncamere sulla congiuntura del settore per l’anno passato che evidenziano un calo del 2% del numero delle imprese del settore in regione (- 879 imprese) e un oltre 10% di calo delle vendite nel settore non alimentare.

“Le continue restrizioni – afferma Marco Pasi direttore regionale dell’associazione – che sono proseguite anche nel primo trimestre del 2021, hanno determinato una situazione di difficoltà che rischia di portare alla chiusura un numero ancora maggiore di imprese nel corso del 2021. Settori come quello dell’abbigliamento e calzature e dei mercati ambulanti sono letteralmente in ginocchio e non vedono prospettive.

A questo si aggiunge l’entità largamente insufficiente dei sostegni e i costi delle imprese che non sono diminuiti. L’urgenza, ora, è quella di avere una programmazione certa delle riaperture per ridare dignità e futuro a migliaia di imprese di questa regione”.

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