Confesercenti E.R., insediamento nuova Assemblea Legislativa: misure urgenti per sostenere le imprese

Il Presidente Domenichini: “segnale positivo verso il recupero di una situazione di normalità”

 

“Confesercenti Emilia Romagna formula ai componenti della nuova Assemblea Regionale, insediatasi oggi, i migliori auguri di buon lavoro e auspica che questo sia un segnale verso il recupero di una situazione di normalità di cui il sistema economico della nostra regione ha assolutamente bisogno”. È quanto afferma Dario Domenichini – presidente di Confesercenti Emilia Romagna – a commento della seduta di insediamento della nuova Assemblea regionale tenutasi oggi a Bologna. “Le nomine della Consigliera Emma Petitti a Presidente e dei Consiglieri Silvia Zamboni e Fabio Rainieri a Vice-Presidenti, denotano, fra l’altro, la volontà di tutte le forze politiche presenti a collaborare per il raggiungimento di obiettivi comuni in modo positivo. Ora abbiamo la necessità che al più presto l’Assemblea inizi il proprio lavoro e che la nuova Giunta assuma la piena operatività per continuare ad affrontare l’emergenza da coronavirus nel modo migliore. A questo proposito Confesercenti ha inoltrato una serie di suggerimenti e richieste urgenti per cercare di dare risposte alle imprese dei diversi settori che sono in grande difficoltà e a rischio di sopravvivenza”.

Le richieste di Confesercenti a Regione e Governo per superare la crisi da coronavirus

Per affrontare la pesante crisi per i settori del turismo, del commercio e dei pubblici esercizi vi sono alcune misure urgenti che possono consentire alle imprese dell’Emilia-Romagna di gestire la fase immediata e alcune che invece possono servire a gestire la fase di auspicabile uscita dalla crisi.

 

Misure urgenti da adottare immediatamente

Misure fiscali

• sospensione dei versamenti tributari e contributivi (imposte, tributi locali e versamenti INPS e INAIL in generale) e degli adempimenti tributari;

• proroga della scadenza delle rate relative alla riscossione da parte dell’Agenzia delle Entrate;

• proroga dei termini per la presentazione dei ricorsi, memorie o altri atti del contenzioso tributario e per gli accertamenti con adesione.

 

Misure non fiscali

• moratoria/sospensione dei rimborsi di ogni tipologia di finanziamento (mutui bancari in primis) e allungamento della loro durata;

• procedure abbreviate di accesso agevolato ai Fondi di Garanzia e istituzione di un fondo nazionale, oppure di fondi regionali, a sostegno delle imprese che potrebbero essere obbligate a dover far fronte a rimborsi relativi a servizi pre-acquistati, ma non più usufruiti dalla clientela di riferimento (ad esempio nel caso delle agenzie di viaggio sulle prenotazioni delle gite scolastiche) e contestualmente non aver diritto a richiedere il rimborso delle stesse somme al proprio fornitore;

• sospensione del pagamento delle utenze.

 

Misure di sostegno all’occupazione

• attivazione degli ammortizzatori sociali in deroga per sospensione o riduzione dell’orario di lavoro per tutte le imprese non coperte dagli ammortizzatori ordinari, straordinari e dal FIS (Fondo Integrativo di Solidarietà) semplificando al massimo la procedura e senza necessità di accordo sindacale.

 

Misure da adottare per lo sviluppo

Misure fiscali

• revisione trasversale ad hoc degli ISA (Indici Sintetici di Affidabilità) al fine di tener conto degli effetti della crisi economica e dei mercati;

• rendere detraibile per i cittadini italiani lo svolgimento di periodi di vacanza in Italia.

 

Misure non fiscali

• utilizzo dei fondi strutturali finalizzati alla coesione economica fra i territori quale strumento di aiuto alle imprese soprattutto a sostegno dell’occupazione.

 

Proroga dell’ordinanza sull’emergenza

Nel caso di proroga delle disposizioni previste dall’Ordinanza del 23 febbraio se le condizioni lo permettono si potrebbe valutare la possibilità di togliere dal divieto lo svolgimento di meeting aziendali che prevedano la partecipazione di un massimo di 50 persone (in questo si tratterebbe di aziende del territorio e, quindi, con personale controllato e di provenienza locale) e lo svolgimento dei piccoli spettacoli/concerti di intrattenimento nei pubblici esercizi che non prevedono aggregazioni numerose. Da verificare anche la possibile riapertura dei musei con modalità ad hoc per garantire e tutelare dipendenti e visitatori e ridare fiato all’economia turistica delle città d’arte.

 

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