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Confesercenti Liguria, Pnrr: “Collegare gli aiuti alla formazione delle imprese”

Maloni Coordinatore dei Giovani Confesercenti: “vincolare gli aiuti a momenti di formazione in ambito professionale e imprenditoriale in modo non solo da sostenere le imprese economicamente, ma da aiutarle anche a camminare con le proprie gambe”

Anche Alessio Maloni, nelle sue vesti di coordinatore dei giovani di Confesercenti Genova, ha preso parte a Restart Liguria, il convegno tenutosi il 20 dicembre a Palazzo Ducale sui progetti per Genova e la Liguria nell’ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza.

Maloni, in particolare, ha partecipato al panel “Inclusione e coesione”, che corrisponde alla missione numero 5 del Pnrr: «Superare le disuguaglianze sociali ed economiche del paese è il primo passo per poter ripartire tutti insieme dopo la pandemia. In questo ultimo anno e mezzo abbiamo capito l’importanza del concetto di prossimità, sia per quanto riguarda la rete sanitaria che per quella distributiva, a supporto delle fasce più deboli della popolazione, come anziani e disabili. Un esempio virtuoso di aiuto sociale è stata l’esperienza dei maggiordomi di quartiere, alla cui ideazione ha partecipato anche Confesercenti».

Molti degli obiettivi che si prefigge la missione 5 del Pnrr sono legati alle politiche attive del lavoro, e in questo contesto la formazione è un tema centrale: «A tal proposito – prosegue Maloni – sarebbe quantomai opportuno vincolare gli aiuti a momenti di formazione in ambito professionale e imprenditoriale, in modo non solo da sostenere le imprese economicamente, ma da aiutarle anche a camminare con le proprie gambe, crescere e svilupparsi, grazie ad un adeguato percorso formativo».

Altra esigenza sollevata da Maloni è quella di «una maggiore coesione tra centri per l’impiego e associazioni di categoria, tale da favorire il matching tra domanda ed offerta poiché, sempre più spesso, gli imprenditori si rivolgono alle associazioni come punto di riferimento per trovare nuovi addetti, magari già formati. Comprendere appieno le reali esigenze formative e occupazionali aiuterebbe a tarare al meglio i corsi specialistici che la Regione andrà a finanziare, e per fare questo è necessario aggregare ed interpretare i dati economici e sociali del nostro territorio, magari attraverso un report trimestrale dei principali indicatori che consentano ad un imprenditore di avere un quadro il più possibile completo del contesto in cui opera o su cui vorrebbe investire».

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