Confesercenti Modena, occupazione in Regione: “Commercio, moda, ristorazione e turismo pagano più di tutti le conseguenze della pandemia”

Il Presidente Rossi: “I dati non fanno che confermare quanto già empiricamente abbiamo verificato a nostre spese. Per quanto riguarda il commercio e la moda sappiamo quanto abbiano beneficiato dalla pandemia le vendite online delle grandi multinazionali”

Confesercenti Modena manifesta forte preoccupazione per la situazione di grande difficoltà del commercio, in particolare quello del settore moda, pubblici esercizi e turismo che viene confermata dai dati pubblicati oggi da Unioncamere Emilia-Romagna sull’occupazione in regione.
Quelli peggiori riguardano proprio i settori del commercio, della ristorazione, degli alloggi e della moda.
Nel commercio, messo a dura prova dalle restrizioni della pandemia e dai mutamenti nei comportamenti d’acquisto, si sono persi 5.991 occupati (-2,0 per cento). Nella ristorazione e nel turismo la perdita occupazionale è stata di 13.359 unità (-1,8 per cento).

“I dati non fanno che confermare quanto già empiricamente abbiamo verificato a nostre spese. Per quanto riguarda il commercio e la moda sappiamo quanto abbiano beneficiato dalla pandemia le vendite online delle grandi multinazionali – sottolinea il presidente di Confesercenti Modena, Mauro Rossi – Il settore ricettivo, soprattutto nel nostro capoluogo, ha sofferto enormemente della mancanza di turisti e degli eventi commerciali come fiere e congressi, e finché questi non ripartiranno i dati peggioreranno ancora. Allo stesso modo, se non cambieranno le limitazioni in vigore per i ristoranti e i pubblici esercizi, il loro futuro non sarà certamente roseo. Sarebbe importante, quindi, poter allungare l’orario di inizio del coprifuoco e cominciare a consentire di ospitare anche all’interno dei locali la clientela. Confidiamo però che con il nuovo decreto ristori arrivino i sostegni necessari a non far morire definitivamente queste attività, e si giunga finalmente ad avviare una riforma fiscale e della burocrazia, e a prevedere un credito agevolato che consenta di beneficare di liquidità e dei fondi necessari per rilanciare gli investimenti. Senza tutto questo sarà veramente difficile ripartire.”

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