Confesercenti Modena su legge urbanistica regionale: bene riqualificazione dell’esistente, ma occorre stop all’insediamento di medie-grandi strutture

Per l’Associazione sarebbe utile l’introduzione di una norma che preveda un contributo per ogni mq di apertura, ampliamento o trasferimento di strutture commerciali medio-grandi

“Intervenire più sulla riqualificazione dell’esistente che sull’insediamento di medie-grandi strutture di vendita che rischiano di inflazionare l’offerta senza peraltro contribuire a elevarne la qualità.” Questa la posizione di Confesercenti Modena rispetto al progetto di legge regionale sul governo del territorio che dovrebbe riformare la normativa urbanistica vigente.

 

Il progetto di legge in questione, si fonda su due principi che Confesercenti condivide: lo stop al consumo del territorio e l’indirizzo verso la rigenerazione urbana. Tuttavia, l’importanza che riveste il settore distributivo, in generale nella vita urbana e nell’assetto territoriale, per Confesercenti, le disposizioni in materia, dovrebbero trovare un momento di definizione di criteri utili a migliorare l’efficacia e l’integrazione delle politiche, evitando nel contempo l’espansione incontrollata delle medio-grandi strutture di vendita arrivate ormai in Emilia Romagna – quindi anche e soprattutto a Modena – ad una quota di mercato di oltre il 60%. Per l’Associazione imprenditoriale andrebbe tenuto conto di:

  • il riconoscimento del ruolo strategico della rete del commercio e dei servizi alla persona per il perseguimento degli obiettivi di rigenerazione, sia delle aree urbane centrali che nelle periferie; la conseguente centralità delle politiche urbanistiche incentrate sul ruolo di tali spazi e attività e sulla integrazione tra politiche economiche, urbanistiche e infrastrutturali;
  • la distinzione tra generica previsione di funzioni ammesse nel PUG (per gli interventi di trasformazione) e la decisione di attivarle attraverso accordi operativi;
  • la distinzione fondamentale per l’urbanistica, al di sopra di una certa soglia dimensionale, tra superfici di vendita alimentare e non alimentare, per i diversi effetti e requisiti che comportano;
  • la distinzione tra compatibilità/opportunità urbanistiche e procedimenti amministrativi per il rilascio dell’autorizzazione commerciale;
  • i criteri per la definizione degli insediamenti di rilievo sovracomunale che chiarisca in quale sede vengono definiti

 

“La norma così come formulata, consente ad un operatore economico che intenda attuare un investimento rilevante di tipo commerciale di trasformare una previsione di PSC generica, in un intervento di dimensioni anche cospicue, non necessariamente soggetto a forme di valutazione concorrenziale, né a criteri urbanistici specifici. Cosa che da sola vanificherebbe l’obiettivo della legge del consumo zero di suolo contribuendo a destabilizzare ulteriormente l’attuale equilibrio fra le diverse tipologie commerciali – rileva Confesercenti, che aggiunge – A preoccuparci inoltre c’è la fase transitoria, prima dell’avvio della formazione dei nuovi strumenti normativi, che, solo per l’effetto ‘annuncio’, sta già portando in diverse città della Regione (solo a Modena 12 manifestazioni di interesse…) ad accelerare la programmazione e progettazione di nuovi insediamenti di media-grande distribuzione visto che l’attuale pianificazione contiene previsioni molto ampie. Riteniamo infine importante l’introduzione di una norma che preveda un contributo per ogni metro quadro di superficie di apertura, trasferimento o ampliamento di medio-grandi strutture di vendita, destinato ad alimentare un apposito fondo per la riqualificazione delle piccole imprese commerciali dei centri urbani, in particolare per le aree a rischio di tenuta allo scopo di rilanciare e sostenere il tessuto commerciale di vicinato, messo a dura prova dalle nuove aperture della grande distribuzione.”

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