Confesercenti Padova, caro spesa: paghiamo la ‘deregolamentazione del commercio’

Il Presidente Rossi:” La totale deregolamentazione degli orari, sta portando alla ‘legge della giungla’ e cioè alla legge del  più forte”

l’84% delle vendite al dettaglio in mano alla grande distribuzione. L’e-commerce cresce nei volumi e nei prezzi. I negozi di vicinato hanno svolto un ruolo che si è dimostrato insostituibile.

“Altro che libero mercato che porterà vantaggi per i consumatori, commenta il Presidente di Confesercenti Nicola Rossi. La deregolamentazione del settore distributivo al dettaglio con totale deregolamentazione dei nuovi insediamenti commerciali (sotto i 2.500mq) e dell’e-commerce, con la totale deregolamentazione degli orari, sta portando alla ‘legge della giungla’ e cioè alla legge del  più forte (l’e-commerce aiutato anche da una tassazione ridicola).

Il risultato è sotto gli occhi di tutti noi. I prezzi al consumo dei prodotti alimentari aumentano in provincia e nel Paese.

Pane e Pasta crescono quasi del 4% gli alimentari in genere del 1,7%.

Occorre ricordare alle associazioni dei consumatori che nella provincia di Padova oramai l’84% delle vendite al dettaglio di alimentari è nelle mani della gdo (grande distribuzione) che, non contenta degli ipermercati, oggi apre senza limiti supermercati in ogni angolo della città e della provincia. Se continua cosi tra alcuni anni in provincia di Padova avremmo l’intero mercato al dettaglio dei prodotti alimentari in mano a non più di 10 grandi gruppi.

A questo dato va aggiunto la crescita dell’e-commerce. Le  famose incontrollate e detassate vendite on-line sono aumentate del 41% a maggio 2020 rispetto alla stesso mese del 2019.

E’ evidente quindi da dove arrivano i rincari negli alimentari.

Non dimentichiamoci poi che mentre i negozi di vicinato nel periodo peggiore della crisi del COVID 19 si riorganizzavano e riconquistavano un ruolo di effettivo servizio alle famiglie, ai pensionati ed alle persone più deboli, la grande distribuzione sospendeva i servizi come ad esempio la spesa su prenotazione in quanto l’incremento della clientela era assicurato.

Così mentre i negozi di vicinato, gli ambulanti gli esercenti, riorganizzavano le loro aziende, investivano nella sicurezza per la clientela e aumentavano i loro servizi (consegne a domicilio entro le 24 ore, spesa prenotata, cambio prodotti, nonché la garanzia del servizio) gli altri aumentavano i prezzi e sospendevano quei servizi indispensabili nella nostra comunità”.

 

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