Recupero parziale dopo il calo di dicembre tra dubbi e ottimismo. Parlano gli operatori del territorio: “Clienti preoccupati da situazione internazionale”
Dopo il calo registrato a dicembre, le stime Istat sul commercio al dettaglio hanno aperto il nuovo anno con segnali leggermente positivi. Le vendite a gennaio sono infatti aumentate sia rispetto al mese precedente (+0,6% in valore e +0,4% in volume), sia su base annua (+2,3% e +0,9%). La crescita, però, appare a due velocità: a trainare sono soprattutto le vendite alimentari e la grande distribuzione, mentre il non alimentare e le piccole superfici rimangono in affanno.
Il quadro è peraltro coerente con le recenti previsioni fatte anche da Confesercenti Pistoia, secondo le quali nel 2026 le vendite al dettaglio dovrebbero interrompere la caduta post Covid, ma restare sostanzialmente ferme (+0,2% in volume), mentre per le piccole superfici stimiamo una flessione dello 0,5% in volume.
Resta inoltre da vedere quanto il percorso possa essere confermato nell’attuale contingenza, con inevitabili conseguenze anche per il nostro territorio. Su questo scenario pesano infatti sia l’erosione del potere d’acquisto, con il rischio di una nuova ondata inflattiva, sia le incognite del quadro internazionale, segnato da conflitti, tensioni commerciali e volatilità dei mercati energetici. In particolare, lo shock energetico legato alle tensioni in Medio Oriente che imprime una nuova accelerazione dei prezzi.
«Il 2026 – conferma Alessandra Michelozzi, titolare del negozio di articoli per bambini Sarabanda, a Montecatini – è iniziato sostanzialmente in linea con quanto registrato nel 2025. Ma noi trattiamo articoli che tradizionalmente non vedono grossi sbalzi nelle vendite, in quanto sul bambino le famiglie difficilmente smettono di comprare. Anche i saldi appena conclusi sono andati discretamente, con un 2% di incremento rispetto allo stesso periodo dell’anno passato. Certo non possiamo negare che in tanti si dicono preoccupati per il futuro, ma non tanto per la situazione a livello locale, quanto a causa delle vicende internazionali: dalle guerre in Ucraina e Medio Oriente alle tensioni inflazionistiche, dall’impennata dei costi dei carburanti alle inevitabili conseguenze sul commercio».
Secondo Sara Rossi, titolare del negozio Segreti (articoli intimo, abbigliamento e accessori in centro a Pistoia e presidente Fismo, settore moda Confesercenti), «il 2026, iniziato con i saldi appena conclusi, ha registrato un leggero calo». E proprio per i saldi e le vendite promozionali Fismo Confesercenti sta lanciando una petizione nazionale per chiedere regole uniformi in tutta Italia. «Da anni – prosegue Rossi – segnaliamo che l’attuale sistema non funziona più: le svendite iniziano troppo presto, le promozioni si moltiplicano senza controllo e le nostre richieste di intervento sono rimaste inascoltate. I punti cardine sono il posticipo dei saldi invernali dopo la prima settimana di febbraio e per i saldi estivi posticipo di almeno due settimane rispetto all’attuale data di inizio luglio».
Stefano Giachetti direttore provinciale Confesercenti, conclude così: «Le famiglie – ma anche le imprese – rischiano di pagare un conto pesante per gli effetti dei rincari dei prezzi di energia e carburanti in corso, a seguito del conflitto in Medio Oriente. Comunque idee, proposte e problemi su cui confrontarsi, che emergeranno durante gli incontri programmati con gli operatori della nostra provincia in questo periodo, saranno raccolti in una “Agenda per i territori” sulla quale avviare un dibattito, per sollecitare l’avvio di un percorso con interventi mirati che puntino non solo al rilancio delle attività, ma a incentivare nuove aperture, alla definizione di un progetto organico per lo sviluppo economico e per la promozione del nostro territorio, dove il turismo rimane perno centrale per il commercio di vicinato e i pubblici esercizi».

