Confesercenti Pistoia: Terme di Montecatini e rilancio della città

Terme

Per un piano di rilancio necessaria una cabina di regia con imprenditori ed amministratori. I progetti serviranno anche per attrarre investitori privati

Sono legittime e condivisibili le preoccupazioni espresse all’unanimità dal consiglio comunale sul futuro delle Terme. Confesercenti Pistoia ritiene che, dopo la vicenda del concordato, sia necessario un nuovo inizio, senza il quale non c’è rilancio, ma definitivo depauperamento di una ricchezza Unesco e di una risorsa fondamentale per l’economia della città.

Si deve evitare di piangersi addosso e dotarsi invece in primo luogo di una visione, sulla base della quale operare unitariamente tra Comune e categorie economiche, per elaborare rapidamente progettualità concrete. Basta con il rimpallarsi delle responsabilità causa della drammatica realtà attuale: è tempo di dimostrare la capacità di essere classe dirigente.

Con i progetti poi occorre chiamare Regione e Stato a impegnarsi con tutto il sostegno necessario al fine della loro realizzazione. I progetti sono peraltro indispensabili anche per attrarre investitori privati, i cui interventi sono indispensabili al rilancio. Né Stato, né Regione, né privati saranno coinvolti se si continuerà a fare bagarre politica. E la città deve essere protagonista di un piano di rilancio capace di apprezzare disponibilità d’interventi, come ha dimostrato di poter fare la Fondazione Caript.

Occorre mettere dei paletti, impedendo smembramenti di risorse storiche. Occorrono progettualità per il termalismo e la sua gestione. Sono necessari progetti per arricchire l’offerta con prodotti culturali nuovi, compresi l’archivio Alinari e il Museo decentrato degli Uffizi. E la pineta è un bene non soltanto da salvaguardare dai barbari, ma da valorizzare.

La questione è come si procede. Il Comune può mettere in piedi una struttura ai fini delle scelte di progettazione, indispensabile anche per la programmazione turistica che manca a Montecatini, mentre è presente a Arezzo, a Lucca e ovunque il turismo cresce.

Sono in arrivo i fondi di due bandi ministeriali per un totale di 1,4 milioni di euro, una somma mai arrivata finora in città (e probabilmente mai più arriverà) che potrebbe davvero dare una svolta. Se non ci dotiamo però di una struttura che possa fungere da cabina di regia, fatta da imprenditori e amministratori del territorio, e ci si affida solo a professionisti esterni, sicuramente validi e di valore ma senza la conoscenza del territorio, rischiamo di perdere in efficacia, e questa volta non possiamo permettercelo.

C’è poi la partita del Pnrr, dove si rischia di fare una magra figura internazionale data l’assenza di progetti: ma dobbiamo essere noi a progettare in modo coerente cosa fare.

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