Confesercenti Ravenna ai Sindaci: “Ludopatia, serve intervento a livello nazionale”

Apprezziamo la buona volontà del Sindaco di Ravenna e degli altri Sindaci che si stanno spendendo anche con proposte concrete sul tema del contrasto delle dipendenza da gioco. Quella sul gioco è una normativa complicata e che in questi anni con l’intento di recuperare denaro dalle attività illegali, ha però mostrato enormi e pericolose falle.

A nostro parere la gestione di questo tema a tutti i livelli e soprattutto dopo l’inserimento dei nuovi giochi come VLT, scommesse e gioco online, merita una netta bocciatura. L’intera normativa, se non altro per gli obiettivi che si proponeva, è stata un fallimento:  a fronte di un sistema fiscale più che discutibile, che ha portato nelle case dello stato risorse non congrue al livello di fatturato del settore, ha trasformato l’Italia in un enorme casinò.

Il problema ludopatia è quanto mai concreto e acuito dal periodo di crisi, dove tali comportamenti sono favoriti proprio dai soggetti che si trovano in maggiore difficoltà e con minori protezioni.

Per contrastare il fenomeno occorre però riconoscere che il problema prima di tutto sta  nelle modalità di somministrazione del gioco e nelle normative nazionali che regolano questo settore.

Al Sindaco di Ravenna, a tutti i Sindaci e ai Consiglieri Regionali e Comunali che si sono spesi sul tema rivolgiamo un appello affinché maturino la consapevolezza che occorre fare pressing sullo Stato  perché intervenga in maniera strutturale sulla normativa.

In merito alle proposte anticipate dal Sindaco e ancora in fase di studio, siamo pronti a confrontarci, perché le azioni che si deciderà di implementare siano utili e non si limitino a dire che il problema sta nei bar che hanno slot e videolottery.

 

Ribadiamo fermamente che l’azione necessaria va intrapresa a livello nazionale. Gli interventi a livello locale sono calce sulle crepe, quando occorre invece intervenire sulla struttura portante. Il rischio è quello di scansare il problema:  esiste una varietà di proposte di gioco molto complessa, dove il gioco online è quello che più sta crescendo al riparo delle mura domestiche.

Sei sono le direttrici sulle quali intervenire: 

Semplificazione, chiarezza delle norme e rafforzamento del potere di controllo dello Stato

La normativa in essere è molto complicata e di conseguenza poco trasparente.

Limitare i poteri della direzione dei monopoli di stato che in questo campo può deliberare decreti direttoriali avente forza legge e che contribuiscono però a creare una complesso e variabile quadro normativo.

Deliberare Testo Unico sui giochi pubblici, questo aumenterebbe il livello di conoscenza e soprattutto porterebbe a ragionare sulla materia con una visione di insieme.

Individuare in maniera chiara quali debbano essere le tipologie di esercizio dedicate alla raccolta del gioco. Per fare un esempio molto concreto è assurdo che si chieda al Bar o alla Tabaccheria di togliere la slot e poi si permette di vendere i G&V presso gli uffici postali e alle casse dei supermercati. 

Ristabilire congruità nei prelievi fiscali

I fatturati dell’industria del gioco continuano a crescere nel nostro paese, mentre il prelievo erariale registrato nei conti dello Stato è piuttosto stabile e se cresce non lo fa con adeguato rapporto. Questa cosa non è accettabile, come non è accettabile che vi siano situazioni di prelievo fiscale agevolate per alcune tipologie di gioco o che vengano concessi sconti sull’ammanco erariale causato da alcune di queste società. Per tali irregolarità dopo aver recuperato tutto il dovuto, comprensivo di interessi e sanzioni si dovrebbe più coerentemente valutare il ritiro della concessione.

Eliminare contrattualistiche vessatorie nei confronti dei punti vendita di gioco

I  punti vendita di gioco, quindi le attività che alla fine della filiera ne raccolgono il fatturato, devono essere maggiormente tutelati dall’Amministrazione dei monopoli di Stato che non deve permettere a Concessionari e Gestori delle rete di proporre contratti capestro che limitano l’autonomia e mettono in difficoltà la liquidità dell’attività. Come è successo nel caso delle scommesse ippiche e sportive dove è stato richiesto il pagamento di canoni non previsti per legge. Oppure come nel caso dei contratti per New Slot e Vlt dai quali è  molto complicato recedere e prevedono risarcimenti danni onerosi nei confronti di chi decide di farlo fuori dai tempi previsti unilateralmente da chi propone il gioco.

Eliminazione degli elementi che favoriscono il gioco compulsivo

Questo è il tema centrale per il contrasto alle dipendenze. Se vogliamo ottenere una rete di giochi pubblici  legali, rispettosi della dignità della persona e che allo stesso tempo contrastino il gioco illegale, dobbiamo eliminare nelle modalità di somministrazione del gioco, gli elementi che possano favorire il gioco compulsivo o che mirano alle debolezze psicologiche del giocatore.

Alcuni esempi concreti di intervento sulla somministrazione del gioco:

  • Rallentare i tempi di giocata di slot e vlt (videolottery), skill games
  • Eliminare musiche e suoni dall’effetto ipnotico
  • La componente “intrattenimento” del gioco non deve offuscare una percezione che nel giocatore deve essere chiara: si sta scommettendo denaro
  • Eliminare dai luoghi fisici, come sale Bingo, sale slot e vlt, centri scommesse, elementi che possano favorire l’isolamento e la permanenza del giocatore: servizio al tavolo, oscuramento dei vetri, luminosità dei locali tenue, sale fumatori (compresa la licenza per vendere tabacchi), assenza di orologi, disponibilità di torrette bancomat

    Anche la comunicazione dei giochi se vogliamo prefiggere tali obbiettivi può essere molto migliorata:

  • Oltre all’affissione nei locali di comunicazioni specifiche per il contrasto alle ludopatie, nel caso di giochi a terminale sarebbe molto più efficace obbligare i concessionari a prevedere messaggi che con cadenza predefinita, informano il giocatore dei rischi ed in alcuni casi, come per le slot, possono essere proposti brevi questionari dove occorre obbligatoriamente rispondere per continuare la partita
  • Nelle pubblicità non permettere che siano testimonial legati al mondo dello sport a proporre i giochi. Non è etico permettere che siano campioni dello sport giocato, che si lega a valori di impegno, passione e sacrificio a lanciare messaggi promozionali per un mercato che incita a scommettere sul fato anziché sulle proprie capacità 
  • Non permettere ai siti online di promuoversi regalando buoni/denaro
  • Prevedere maggior visibilità e presenza delle percentuali statistiche di vincita direttamente su terminale o supporto cartaceo del gioco

Educazione e formazione

L’educazione e la formazione sono in ogni caso elementi importanti e sicuramente in grado di dare buoni frutti nel medio e lungo periodo.

Occorre educare a riconoscere ed evitare la trappola delle dipendenze. Su questo possono fare molto le comunità locali dove troviamo professionalità specifiche: Associazioni, Ausl territoriali e Amministratori.

Sarebbe bene prevedere tali argomenti nel piano di offerta formativa delle scuole dell’obbligo.

Devono essere formati gli operatori dei punti vendita sia per l’aspetto del rapporto col cliente che nella gestione del rapporto con concessionari e gestori della rete della raccolta del gioco.

Livello Locale

A livello locale non faremo mancare il nostro interesse sulla partita. Stiamo valutando alcune proposte di incentivo/disincentivo  sullo stimolo di ciò che finora è emerso anche in altre città.

In concreto saremmo per proporre tre azioni principali:

  • Prevedere uno sconto sostanziale nella tariffa dei rifiuti per le attività che limitano la proposta di gioco nei propri locali o che non ne propongono. La tariffa dei rifiuti è comunque un’imposta che riguarda tutte le aziende interessate senza distinzione tra bar, edicola, cartoleria e tabaccheria e pesa direttamente sui titolari dell’attività
  • Siamo d’accordo sul limitare e vincolare le destinazioni d’uso dei locali dedicati a sala  giochi con raccolta di denaro
  • Attivare un supporto di consulenza legale per chi deciderà di recedere da tali contratti
  • Rafforzare il supporto psicologico verso questo tipo di dipendenza nelle ausl locali
  • Siamo d’accordo con le proposte avanzate dal Gruppo dello Zuccherificio su WiFi e affissioni pubblici

    Queste sono le nostre proposte che come anticipato si concentrano molto su una azione che coinvolge in primis le autorità nazionali competenti in materia. Chiediamo ai Sindaci di impegnarsi insieme a noi e di adottare questo documento come base di lavoro concreto da discutere all’interno di Anci, per poi essere portato all’attenzione dello Stato.

     

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